Contributi editoria: noi cittadini perche’ dobbiamo pagare per giornali che dovrebbero morire?

27 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Ecco la tabella aggiornata, elaborata da Wall Street Italia, con le 50 testate che ricevono la maggior fetta di contributi pubblici. Qualcuno si occupera’ mai di smettere di sovvenzionarli, questi giornali, magari devolvendo gli stessi soldi a scopi umanitari? L’alibi della liberta’ di informazione e’ caduto da un pezzo, resta lo scandalo, che la societa’ civile non puo’ piu’ sopportare.

Inoltre:

[I dati di diffusione dei quotidiani: un calo senza fine] (VEDI TABELLA)

Il dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato nelle scorse settimane i numeri relativi ai contributi versati dallo Stato agli editori di giornali e periodici nel corso del 2010, in relazione al 2009.

Qui sotto, nel primo link in blu, trovate una tabella con i primi 50 quotidiani che ricevono la fetta piu’ grande dei contributi pubblici, dall’Unita’ con 6,3 milioni (primo in classifica) in giu’. Segue un secondo link con tutti i contributi versati dallo Stato agli editori di giornali e periodici nel corso del 2010, secondo i dati del dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

LISTA 1): TOP 50 DEI QUOTIDIANI CHE RICEVONO I CONTRIBUTI PUBBLICI

LISTA 2) TUTTI I CONTRIBUTI PUBBLICI ALL’EDITORIA

Ci chiediamo: qualcuno si occupera’ mai di smettere di sovvenzionare queste testate, magari devolvendo gli stessi milioni di euro a scopi umanitari invece che a sostegno di quotidiani che quasi nessuno legge piu’ e che sono tenuti in piedi solo per motivi politici o di foraggiamento di caste specifiche, con enorme sperpero di fondi pagati da noi cittadini? L’alibi della liberta’ di informazione e’ caduto molto tempo fa. La verita’ e’ che in Italia una stampa non libera ma foraggiata e’ uno scandalo che la societa’ civile non puo’ piu’ sopportare ne’ permettersi.

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Aggiornamento:

Ecco l’elenco di TUTTE le testate italiane e il confronto tra DICEMBRE 2011 e DICEMBRE 2010 dei dati sulla “diffusione media” e “totale vendita”, comunicati dall’ADS, Accertamento Diffusione Stampa. Il pesantissimo calo di diffusione dei quotidiani italiani, in atto dal 2007, prosegue inarrestabile.

ADS: QUOTIDIANI ITALIANI, DIFFUSIONE MEDIA E VENDITA 2011/2010, elaborazione WSI