CONTI PUBBLICI: BCE CHIAMA A RAPPORTO UE16 SUL RISANAMENTO

11 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

I paesi dell’Unione monetaria devono attenersi rigorosamente agli impegni presi sul risanamento dei conti pubblici: bisogna preservare la fiducia sulla sostenibilità dei bilanci, avverte la Banca centrale europea, e scongiurare i rischi di un “effetto propagazione” su tutta l’area euro, che si può innescare a seguito del “drastico peggioramento” dei deficit.

Quanto alla Grecia – il paese che assieme all’Irlanda ha accusato il peggiore disavanzo di bilancio nel 2009, al 12,7 per cento del Pil – la Bce esprime valutazioni positive sul fatto che le misure “concrete” di risanamento previste sul 2010 prospettino tagli alla spesa, ma rileva che al momento il suo programma “non prevede alcun intervento dettagliato relativo al periodo 2011-2013”.

In generale “il drastico peggioramento degli squilibri di bilancio dei paesi dell’area minaccia la sostenibilità delle finanze pubbliche – avverte l’istituzione di Francoforte nel suo ultimo bollettino mensile – ed è fonte di preoccupazione”.

Per questo in molti stati servono “sforzi di risanamento ambiziosi – si legge – fondati su interventi strutturali credibili e definiti, con una particolare attenzione alle riforme della spesa”.

La Bce chiede così un robusto intervento nel risanamento delle finanze pubbliche dei Paesi dell’euro “ben oltre il requisito minimo di correzione 0,5% del Pil” e strategie di uscita dalle politiche di stimolo varate per affrontare la crisi. Sono 14 su 16 i Paesi dell’euro con deficit/pil sopra il 3%: solo Finlandia e Lussemburgo rispettano il limite indicato dal patto.

Parlando dell’economia di Eurolandia, l’istituto ha confermato che le famiglie dell’area euro stringono la cinghia, mentre la crescita della disoccupazione segna una battuta d’arresto, ma minaccia nuovi aumenti, sebbene a ritmi minori a quelli dei mesi passati.

“La crescita dei consumi privati dovrebbe rimanere contenuta per tutto il 2010”, recita uno dei capitoli dell’ultimo bollettino mensile dell’istituzione di Francoforte. “Ci si aspetta che il reddito disponibile reale delle famiglie risenta della riduzione dei redditi da lavoro in termini reali – si legge – conseguentemente al calo dell’occupazione, anche se il basso livello di inflazione e i trasferimenti delle amministrazioni pubbliche dovrebbero sostenere il reddito reale”.

Appaiono “poco probabili” ulteriori aumenti del tasso di risparmio. Guardando al mercato del lavoro, “gli ultimi dati hanno mostrato una temporanea interruzione dell’aumento del tasso di disoccupazione”.

Secondo la Bce le indagini più recenti “suggeriscono che tuttora che ulteriori aumenti della disoccupazione nell’area euro sono probabili nei prossimi mesi, seppur a un ritmo minore rispetto a quello osservato e atteso all’inizio del 2009”.