Conti Italia: nuova manovra in arrivo. Quanti miliardi?

29 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’Italia non ce la fara’ a portare il deficit sotto il 3% alla fine del 2012, a meno che non intervenga con nuove misure correttive. E’ il verdetto della Commissione europea contenuto nelle previsioni d’autunno sulla situazione economica dei Paesi dell’area euro. E se e’ vero che dal prossimo anno la sessione di bilancio sara’ europea, queste considerazioni peseranno sulle decisioni che il governo dovra’ assumere.

Il rapporto deficit/pil viene stimato dalla Ue al 5%, per poi ridursi al 4,3% nel 2011 e al 3,5% mel 2012. Un ritmo di discesa piu’ lento di quello ipotizzato dal governo che ha previsto il 3,9% per il 2011 e il 2,7% per il 2012, confermando cosi’ l’impegno di scendere sotto la soglia del 3%. Le stime di Bruxelles incorporano la manovra triennale varata nel 2008 e la manovra del luglio di quest’anno. Il Commissario agli affari economici, Olli Rehn, ha parlato chiaro. ”Se necessario occorreranno misure aggiuntive per centrare l’obiettivo”. La differenza di valutazione risiede principalmente nelle entrate dalla lotta all’evasione fiscale giudicate ”troppo ottimistiche”.

Quindi la Commissione Ue ne ha considerate soltanto una parte, quella che sembra avere maggiore probabilita’ di produrre effetti. Per portare l’indebitamento al 3%, la nuova manovra ammonterebbe ad un minimo di circa 7 miliardi (0,5% del pil), che potrebbero diventare 10 se l’esecutivo vorra’ avere qualche margine in piu’. Il Tesoro non ha commentato le stime europee e i possibili risvolti sul nostro Paese, ma e’ certo che le considerazioni sulla crisi politica non possono non tenerne conto. Cio’ che si prefigura negli ambienti politici sarebbe una manovra bis, da varare a inizio anno che, dovendo raschiare il fondo del barile, si profilerebbe ‘lacrime e sangue’, non escluso il ricorso a patrimoniali.

Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd, sostiene che ”la traduzione delle previsioni della Ue per il nostro Paese e’ chiarissima: una consistente manivra correttiva. Lo abbiamo detto e ripetuto in questi mesi ma il governo non ci ha mai risposto o ha negato questa necessita’. E’ evidente – ha concluso – che a questo punto serve un cambio di marcia nella politica economica che questo governo non puo’ certo assicurare”.

Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina parla di una manovra di almeno mezzo punto di pil, 7 miliardi. Il vice presidente dei deputati Udc, Gian Luca Galletti, teme ”altri salassi” e raccomanda di ”dare ossigeno a cittadini e imprese. Aldo Di Biagio del Fli si dice ”molto preoccupato” per questa situazione. ”Il mio gruppo sta cercando di valutare con senso di responsabilita’ quanto sta accademdo e in modo approfondito. Al prossimo Ecofin ne vedremo delle belle. Sicuramente la questione politica risentira’ di questo aspetto”.