Consumi, indietro di 25 anni. Nel 2020 ogni italiano taglierà 2.000 euro di spese

19 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Gli effetti economici dell’emergenza coronavirus si vedono soprattutto sui consumi degli italiani che si sono ridotti notevolmente a seguito del lockdown e delle nuove abitudini di spesa. E’ quanto emerge dallo studio di Confcommercio “nota di aggiornamento sui consumi delle famiglie e le spese obbligate”.

 

I consumi degli italiani negli ultimi 25 anni

 

La flessione registrata nel 2020

Secondo Confcommercio nel confronto tra il 2019 ed il 2020 spicca la drammaticità della crisi che stiamo vivendo, che ha riportato i consumi ai livelli più bassi degli ultimi venticinque anni. Basti pensare nel 2020 la spesa pro capite al netto delle variazioni dei prezzi risulterebbe inferiore di 167 euro rispetto al 1995.

In termini percentuali Confcommercio stima che tra il 2019 ed il 2020 la perdita dei consumi sul territorio sia del 10,9% in termini complessivi e del 10,6% per abitante.
Oltre alla pesante caduta dei volumi acquistati dalle famiglie (-1.917 euro per residente sul 2019) il 2020 sembra aver spazzato via in modo repentino e brusco i trend che avevano caratterizzato l’ultimo quarto di secolo.

Dove risparmiano gli italiani

In particolare nel 2020 spicca la forte compressione delle spese legate al tempo libero, ai viaggi e alle vacanze, alla mobilità, ai pasti fuori casa. Segmenti che avevano conosciuto un’espansione anche negli anni più difficili, sospinta non solo dall’incremento dei turismi attivi (stranieri), ma anche dal mutamento delle preferenze dei consumatori italiani, i quali da tempo individuano questi consumi come manifestazione del proprio benessere.
Tra le poche voci in attivo nel 2020 c’è l’alimentazione domestica, la cui incidenza è salita in un anno di oltre due punti percentuali portandosi al 17,4%.

In calo anche le cosiddette spese obbligate e spese commercializzabili (servizi e manutenzione) visto che secondo quanto registra Confindustria la quota di consumi ad essi destinata è scesa dal 21% al 15,6% nell’ultimo anno.

 

Cosa attendersi per il futuro

Per il futuro l’associazione dei commercianti stima che i tempi di recupero dei volumi di spesa sono innegabilmente legati oltre al superamento dell’emergenza sanitaria, con il ritorno a forme di mobilità e socialità più vicine agli standard precedenti, soprattutto all’evoluzione del reddito delle famiglie, fortemente compromesso nell’ultimo anno e ora destinato, in misura superiore rispetto al passato recente sia al risparmio precauzionale sia al sostegno delle spese incomprimibili.