Consumi, in aumento ma cambia carrello spesa

25 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Cambia il carrello della spesa alimentare. Nel 2009 diminuiscono i consumi a tavola di pane, carne (in particolare bovina), vino e olio d’oliva, crescono, invece, quelli di pasta, frutta, verdure e latte. Gli acquisti domestici, comunque, non cedono e, nonostante la crisi economica faccia sentire ancora i suoi effetti, registrano, in quantità, una lieve ripresa (più 0,6 per cento rispetto al 2008), mentre vedono una diminuzione in valore (circa meno 1,4 per cento nei confronti dell’anno precedente), favorita anche dal rallentamento dell’inflazione (i prezzi degli alimentari hanno avuto in media una contrazione dell’1,3 per cento su base annua). Per quanto riguarda il dettaglio per area geografica, i consumi domestici risultano in lieve aumento nel Nord-Est e nel Centro, stabili nel Nord-Ovest e al Sud. Le famiglie italiane, tuttavia, sono molto attente alle “promozioni” e comprano sempre di più nei “discount”. Sono questi alcuni dei dati contenuti in un’indagine che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha condotto a livello nazionale, anche sulla base delle rilevazioni dell’Ismea, che è stata presentata in occasione della V Assemblea elettiva che si tiene a Roma. Durante lo scorso anno -rileva la Cia- si evidenzia una flessione, su base quantitativa, nella domanda di derivati dei cereali (meno 2 per cento), dovuta soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a crescere la pasta, che mette a segno un aumento (tra il 2 e il 2,5 per cento). Si registrano, sempre in quantità, diminuzioni anche per la carne bovina (meno 2,1 per cento) e avicola (meno 1,2 per cento), per l’olio di oliva (meno 3,4 per cento) e per i vini e spumanti (meno 1,3 per cento). Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina e salumi (più 0,1 per cento), mentre crescono quelli di ortaggi (più 1,4 per cento). Una domanda più vivace si è avuta anche per il latte e i derivati del latte (più 1,1 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In crescita i consumi di frutta (più 3,4 per cento) e di prodotti ittici (più 3,7 per cento).