Consumi: cioccolato, anno 2009 amaro in Svizzera e all’estero

10 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Per l’industria svizzera del cioccolato il 2009 è stato un anno complessivamente difficile. Per la prima volta da sei anni, i produttori di cioccolato svizzeri non sono riusciti a migliorare i risultati dell’anno precedente, facendo registrare una riduzione delle vendite sia in termini di volume che di valore. Il peggioramento rispetto all’anno prima è più o meno equamente distribuito tra il mercato svizzero e l’esportazione. Secondo quanto reso dalla Federazione dei fabbricanti svizzeri di cioccolato, Chocosuisse, nel 2009 i produttori di cioccolato svizzeri hanno registrato vendite in calo per la prima volta da sei anni. In termini quantitativi, rispetto all’anno precedente c’è stata una riduzione del 5,9 % a 174.109 tonnellate, mentre il fatturato del settore ha subito un calo del 6,4% attestandosi a 1.702 milioni di franchi. La riduzione del fatturato in proporzione leggermente maggiore rispetto al calo dei volumi è un indizio dello spostamento della domanda verso i prodotti a basso costo. Il 60,7% della produzione totale è stato venduto all’estero (anno precedente: 60,3%). La propensione alla spesa dei consumatori che è stata generalmente moderata in Svizzera ha influito negativamente sulla domanda dei prodotti di cioccolato. Alla diminuzione delle vendite hanno contribuito probabilmente anche le elevate temperature primaverili e l’estate con tempo variabile ma con temperature superiori alla media. Infine, anche i flussi turistici ridotti hanno condizionato negativamente il mercato interno. Le vendite delle ditte produttrici svizzere sul mercato domestico sono ammontate a 68.375 tonnellate, ovvero il 6,9% in meno dell’anno precedente. I maggiori tassi di crescita li hanno fatti registrare le barrette (3,0%) e gli articoli pasquali e natalizi (2,5%). Il fatturato interno è calato del 2,7% a 870 milioni di franchi. La quota del cioccolato importato, calcolata sul consumo interno, è cresciuta attestandosi al 33,6% (anno precedente 30,9%). L’aumento è probabilmente dovuto ai prodotti di importazione a basso costo. Dal consumo interno di cioccolato di 91’330 tonnellate (comprese le importazioni ma senza cacao e cioccolata in polvere) si può estrapolare un consumo medio pro capite di 11,7 kg vale a dire di 700 grammi in meno rispetto al 2008. Nel 2009 l’industria svizzera del cioccolato non è riuscita a incrementare ulteriormente il volume del proprio commercio d’esportazione a causa del ridotto potere di acquisto dei consumatori nei mercati rilevanti e della perdurante forza del franco svizzero. Le vendite all’estero hanno raggiunto le 105’734 tonnellate, corrispondenti a un calo del 5,2%. In termini di valore, il fatturato si è ridotto del 9,9 , attestandosi a 832 milioni di franchi. Per esempio, un calo marcato è stato registrato nelle vendite di tavolette di cioccolato. Gli incrementi maggiori per quanto concerne i prodotti finiti sono stati ottenuti con “Branches” e “Prügeli” (28,0%) e con i pralinati (3,3%). Anche per la vendita di semifabbricati come le coperture (10,8%), il settore ha fatto registrare una crescita. In testa agli oltre 140 mercati d’esportazione troviamo ancora una volta la Germania (13,8% delle esportazioni) davanti a Regno Unito (12,8%), Francia (10,8 %) e USA (7,0%). Le vendite nei paesi dell’Unione Europea (UE) hanno subito rispetto all’anno precedente un calo del 2,2% in termini di volume e dell’8,0 % in termini di valore. Tale riduzione è riconducibile principalmente a un nuovo calo della domanda in Germania, il principale mercato per l’esportazione. Le consegne in Germania sono diminuite del 9,7% rispetto al 2008, con una conseguente riduzione del 13,0% del fatturato. Tassi di crescita rilevanti sono stati ottenuti nelle consegne in Belgio (31,1 % in termini di volume e 34,1 % in termini di valore) Al di fuori della UE, il settore ha fatto registrare forti incrementi delle esportazioni verso Australia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Cina. Nel 2010 i fabbricanti di cioccolato svizzeri puntano a realizzare sui mercati esteri lo stesso risultato dell’anno precedente, recuperando al contempo il terreno perduto sul mercato interno. Prodotti di costante ed alta qualità, creati con amore per il mestiere, continuano ad essere il presupposto indispensabile per raggiungere questi obiettivi.