Consulenza contabile del commercialista: Condanna della Cassazione per auto riciclaggio!

19 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Per una legge relativamente recente, quella sul “riciclaggio diretto o Autoriciclaggio” del dicembre 2014, la sentenza della 2° Sezione penale della suprema Corte di cassazione rappresenta una novità di estremo interesse.

Parliamo della condanna, in pratica confermata dalla Corte nei confronti di un  “commercialista” tenutario delle scritture contabili di un gruppo imprenditoriale in terra di Sicilia che, nel recente periodo avrebbe “omesso” di procedere alla Segnalazione di una operazione sospetta riguardante una somma di poco superiore a 270 mila euro.

Ipotizzando una “concorso”, <<il professionista, nella veste di consulente contabile del gruppo societario e tenutario delle scritture contabili, avrebbe tenuto in maniera confusa e irregolare la contabilità e che non avrebbe segnalato all’Uic[1]pur avendone l’obbligo sulla base dell’articolo 41 del decreto legislativo n.231 del 2007, operazioni di interposizione societaria con il chiaro obiettivo del reimpiego di somme di provenienza criminale>>, rubricata poi nel reato presupposto della “bancarotta”.

La vicenda ha avuto origine con l’Ordinanza del 13 marzo 2017, quando il Tribunale del riesame di Messina annullava la Misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip del locale Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto contro Pietro Pappalardo (commercialista).

Il Pappalardo era ritenuto gravemente indiziato di avere concorso con Siclari Pasquale, dominus del gruppo societario Aicon e con Gitto Salvatrice (segretaria di Siclari) nel reato di cui all’art.648 ter 1 codice penale, perché “ … con condotte diverse, impiegavano e, comunque, trasferivano e sostituivano tramite la società Airon s.r.l., Airon Italia s.r.l. e Borgo Musolino s.r.l., società riconducibili a Siclari Pasquale, in attività economiche, finanziarie e speculative, di tipo turistico e alberghiero, il denaro e le altre utilità provenienti dalla commissione di un delitto non colposo, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza illecita.

Ricorso per Cassazione

A fronte della pronuncia assolutoria del Tribunale del riesame, il Procuratore della Repubblica ricorre per Cassazione.

La suprema Corte ritiene fondate le motivazioni del ricorso e accoglie precisando che:

In particolare, il Tribunale, che pure da atto dell’esistenza di opachi rapporti tra Siclari e Pappalardo, non ha tenuto conto che Pappalardo è il soggetto che si occupa della redazione dei bilanci e della tenuta delle scritture contabili delle società attraverso i cui conti il denaro proveniente dalla bancarotta transitava per poi confluire nella Borgo Musolino s.r.l. e, soprattutto, non ha adempiuto all’obbligo di comunicare ex art.41 del D.lgs 231/07 le operazioni sospette consistite nel doppio transito nella stessa data della somma di €.270.347,38 dal fondo DGPA al conto corrente intestato alla Airon S.tr.l. prima e nella Airon Italia s.r.l. poi; su tale mancato adempimento, che non può essere visto se non come espressione dell’intento di Pappalardo di favorire Siclari, il Tribunale non da alcuna spiegazione.

Come poi correttamente rilevato dal procuratore ricorrente, la mancata contestazione in capo al Pappalardo del reato presupposto (bancarotta) non può escludere la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in capo all’indagato del reato di auto riciclaggio, posto che nel caso in esame si sostiene la sussistenza di un’ipotesi di concorso dell’extraneus nel reato proprio; appare quindi necessaria una valutazione globale della gravità indiziaria, a fronte dell’analisi parcellizzata operata dal Tribunale del Riesame”.

Professionista – sottovalutazione del rischio

 … c o n t i n u a …

 

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20170918/[email protected]@[email protected]@tS.clean.pdf

 

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[1] Indicazione errata, trattandosi dell’Uif dal gennaio 2008