Confindustria: i 5 punti per ridar fiato alla crescita

30 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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Milano – Il piano, in cinque punti, è pronto. Il «Progetto delle imprese per l’Italia» annunciato dal presidente di Confindustria Marcegaglia, e preparato in due giorni di confronto con i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali, viene presentato oggi. Con l’intenzione di dettare le condizioni necessarie, secondo gli estensori, perché l’Italia possa affrontare la crisi. Le proposte per la crescita e lo sviluppo compattano il mondo delle imprese su agenda comune per la crescita. Il documento punta a rafforzare il pressing sul governo con una posizione unica di industriali, banche, pmi, coop, assicurazioni. La presentazione potrà essere seguita in diretta video su Corriere.it dalle 12.

I CINQUE PUNTI – Le misure nate dall’idea di un «manifesto delle imprese per salvare l’Italia» si riassumono in cinque punti. Eccoli: riforma fiscale per abbassare le tasse su lavoratori e imprese, con la disponibilità ad accettare una patrimoniale. Poi infrastrutture, privatizzazioni, liberalizzazioni, pensioni.

Fin qui i capitoli: i particolari di come gli estensori vorrebbero intervenire, vengono appunto resi noti oggi. Il documento punta a rafforzare il pressing sul governo per misure che sostengano la crescita, con una posizione unica di industriali, banche, pmi, coop, assicurazioni. Verrà presentato domani dai leader di Confindustria Emma Marcegaglia, dell’Abi Giuseppe Mussari, di Rete Imprese Italia Ivan Malavasi, dell’Alleanza Cooperative Italiane Luigi Marino, dell’Ania Fabio Cerchiai.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione delle proposte di Confindustria per uscire dalla crisi, Marcegaglia ha espresso il suo parere favorevole a una patrimoniale dell’1,5 per mille con franchigia purché serva a ridurre la tassazione sul lavoro e le imprese.

Ue: in Italia ripresa lenta, l’occupazione non migliorerà.

L’economia italiana si sta riprendendo con passo modesto dal 2009, di conseguenza la capacità di creare posti di lavoro resterà debole per altro tempo: è quanto si legge nell’ultimo rapporto sull’occupazione pubblicato oggi dalla Commissione Ue. Con le misure di austerità prese dall’Italia e con la bassa crescita, si legge nel rapporto, è crollata la fiducia e di conseguenza le condizioni del mercato del lavoro sono costantemente deboli.

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