Confermata scoperta del Cern: neutrini piu’ veloci della luce

18 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Dopo che a settembre il Cern di Ginevra ha annunciato la scoperta di particelle sub-atomiche apparentemente in grado di viaggiare a una velocità superiore a quella della luce, oggi l’Istituto nazionale di fisica nucleare ha annunciato che altri test hanno confermato quei risultati, anche se ha avvertito che non si tratta di una verifica definitiva.

“Nuovi test realizzati ai Laboratori Nazionali dell’Infn del Gran Sasso dalla Collaborazione Opera, utilizzando dei particolari fasci di neutrini (molto più brevi nel tempo e distanziati) inviati dal Cern, hanno confermato i risultati resi noti a settembre sulla velocità dei neutrini”, dice un comunicato diffuso dall’Istituto di Frascati.

“I nuovi test sembrano escludere una parte dei potenziali errori sistematici che avrebbero potuto essere addebitati alla misura precedente”.

Fernando Ferroni, presidente dell’Infn ha detto che “il risultato positivo dei test ci rende più fiduciosi sulle misure, anche se la parola decisiva può essere detta solo dalla realizzazione di esperimenti analoghi in qualche altra parte del mondo”.

I nuovi test, spiega l’Infn, hanno consentito di misurare in modo più accurato la velocità dei neutrini. Nel corso dell’esperimento sono stati registrati e analizzati 20 diversi eventi di superamento della velocità della luce.

Dopo l’annuncio del settembre scorso, scienziati di tutto il mondo ritengono che la scoperta, se confermata da ulteriori verifiche indipendenti, potrebbe portare ad un ripensamento delle teorie sulla composizione del cosmo.

I neutrini sparati in un ricevitore nel Gran Sasso, in Italia, sono arrivati 60 nanosecondi prima di quanto avrebbe fatto la luce: una piccola differenza che però potrebbe minare la teoria della relatività, formulata da Albert Einstein a partire dal 1905.

Il direttore della ricerca del Cern Sergio Bertolucci ha detto che se le scoperte dovessero essere confermate — e almeno due laboratori cominceranno probabilmente a lavorare su questo separatamente — “questo potrebbe cambiare il nostro punto di vista sulla fisica”.

Una scoperta di questo tipo comporterebbe una rivoluzione nella fisica paragonabile a quella causata dalla pubblicazione di Einstein della sua teoria della relatività.