Confcommercio, consumi deboli ma stazionari

24 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La crescita del Pil si attesterà allo 0,9% nel 2010 e all’1% nel 2011, mentre la spesa delle famiglie italiane per i consumi registrerà nel 2010 una crescita dello 0,7% e nel 2011 dell’1,1%. Sono le nuove stime diffuse dall’Ufficio Studi Confcommercio in occasione della presentazione dell’indagine Censis-Confcommercio su clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane. La crisi, insomma, ha commentato il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mario Bella, è “verosimilmente alle spalle, ma proseguono le fibrillazioni lungo un sentiero di moderata crescita, aggravata dall’aumento della disoccupazione”. La fiducia è ferma e stenta la produzione industriale insieme all’export. Sul sito di Confcommercio si legge che dal lato dei consumi, non c’è tranquillità nella pianificazione degli acquisti e a fine 2011 Pil e consumi saranno ai livelli del 2000: rispetto ad un anno fa ogni italiano ha perso circa 40 euro al trimestre in termini di consumi effettivi. “La direzione è certamente di miglioramento complessivo e di ripresa ma l’andamento generale dei consumi è di stazionamento”, ha spiegato il direttore del Censis, Giuseppe Roma, secondo il quale “le previsioni di spesa ci fanno intravedere dei germogli di fiducia ma resta troppo alto il numero di coloro che sostengono che spenderanno come prima o meno”. Le preoccupazioni sono legate soprattutto alla disoccupazione, in particolare nel Sud, ma anche alla litigiosità della classe dirigente. Dall’indagine emerge che in merito agli effetti della crisi economica sui consumi delle famiglie italiane, il 17% ha rinunciato a cose essenziali, il 49% ha ridotto gli sprechi e il 34% ha potuto mantenere invariate le abitudini di consumo. Per il primo semestre 2010 l’8,4% delle famiglie prevede che le spese per consumi diminuiranno (nel secondo semestre 2009 erano al 9,5%) mentre il 69% prevede una stabilità (contro il 71,7% precedente). Infine il 22,6% sostiene che le spese per consumi aumenteranno (contro il precedente 18,7%). Per quanto riguarda la visione per il futuro, a gennaio 2010 gli ottimisti sono scesi al 52,8%, contro il 56,8 di giugno 2009. In aumento i pessimisti al 34% contro il 32,7 di giugno scorso.