Con de Blasio sindaco, New York vira a sinistra: “Togliere ai ricchi per dare ai poveri”

5 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dal momento in cui prenderà in mano le chiavi della città di New York, la metropoli più importante della maggiore economia al mondo, l’italo americano Bill de Blasio ha promesso che si batterà per un modello di sviluppo più equilibrato, riducendo le differenze tra le classi sociali, puntando sull’istruzione.

Rispetto al suo predecessore Micheal Bloomberg tre volte sindaco, che pur essendosi battuto per battaglie progressiste come la salute alimentare, l’ambiente e i pari diritti per tutti, era un politico vicino ai poteri forti del capitalismo finanziario newyorchese, de Blasio è abbastanza lontano dalla cupola Wall Street, tanto è vero che è anche stato accusato di essere vicino ai manifestanti di Occupy Wall Street.

Con Bloomberg “New York non è mai stata così bella”, ha commentato l’inviato Federico Rampini di La Repubblica ai microfoni di RaiNews 24, sottolineando che nei suoi tre mandati sono nati “40 mila nuovi grattacieli, a un ritmo di cambiamento urbanistico che fa pensare al mondo emergente”, ma anche tanti nuovi musei e siti culturali, così come una serie di nuovi parchi e piste ciclabili.

“Togliere ai ricchi per dare ai poveri”! È semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria la ricetta del candidato in pole position alle elezioni comunali del 5 novembre, che si racconta ai lettori italiani nel nuovo numero di MicroMega in edicola.

“Il modello di società dell’ineguaglianza che New York rappresenta non è più sostenibile”, afferma l’ex avvocato de Blasio conversando con Gloria Origgi. “New York è la città in cui convivono le più grandi ricchezze americane con un 45% della popolazione sotto la soglia della povertà. Questo non solo è ingiusto. È inefficiente”.

Fa sprecare soldi pubblici“. Secondo l’aspirante sindaco, sposato con una afroamericana, infatti, investimenti adeguati nei servizi sociali, negli asili nido e, più in generale, nel settore dell’istruzione, sono il solo vero antidoto contro la crescita delle diseguaglianze e la disgregazione della società, oltre ad essere un volano per lo sviluppo economico.

“Una città, per restare tale, deve avere dei cittadini che condividono qualcosa: se le differenze economiche sono troppo importanti, i cittadini della stessa città non condividono più nulla, diventano membri di gruppi differenti che hanno interessi, obiettivi e valori differenti e che non vogliono cooperare tra loro. Una situazione del genere non produce nulla di buono né per i ricchi, né per i poveri”.

La scuola pubblica, ha secondo de Blasio un ruolo fondamentale da svolgere, a questo proposito: “Se lo sviluppo economico viene dal sapere, dare un accesso più egualitario al sapere significa aumentare le pari opportunità di riuscita economica e compensare le diseguaglianze che si creano in gran parte a causa dei percorsi di istruzione radicalmente distinti tra ricchi e poveri.
Io mi sono battuto per evitare i tagli alla scuola pubblica, mi batto nel mio programma per il doposcuola gratuito e per la scuola materna per tutti, perché l`esclusione comincia dall`infanzia”.

E alla domanda: “Ma come pensa di finanziare un progetto così dispendioso di scuola materna e doposcuola per tutti?”, il ‘mayoral hopeful’ dei Democratici risponde con candore: “Semplice: togliendo ai ricchi per dare ai poveri!“.

De Blasio, figlio di immigrati 52enne vicino ai Clinton, è dato in netto vantaggio sul rivale Repubblicano Joe Lohta. Un sondaggio della Quinnipiac University gli dà il 65 per cento dei consensi, contro il 26 per cento di Lhota.

Se uscisse vincitore da quella che è stata una campagna movimentata, de Blasio, che era partito come il quarto o addirittura il quinto favorito tra i sette Democratici che si erano presentati, sarebbe il primo sindaco italo americano del centro sinistra della capitale finanziaria mondiale. Lo Stato di New York ha già un Governatore Democratico italo americano, Andrew Cuomo.