COMPAGNIE AEREE: I FINANZIAMENTI UE SONO IN FORSE

28 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Le compagnie aeree hanno deciso di tagliare pesantemente costi e personale per cercare di reagire alla crisi del settore dopo l’attacco a New York.

Sono più di dieci le società che hanno annunciato piani di ristrutturazione e nei prossimi giorni potrebbe toccare a Swissair e Sabena.

“E’ l’intero comparto che ha bisogno di una ristrutturazione”. Lo ha detto Romano Prodi, presidente della Commissione Europea.

La situazione in Europa è comunque meno grave di quella del Nord America, dove gli aerei sono stati costretti a restare a terra per 4 giorni, con perdite pesantissime.Il Congresso USA, infatti, ha approvato un pacchetto di aiuti per $15 miliardi.

Ci sono però delle compagnie europee che hanno basato la maggior parte del business nei voli intercontinentali: sono Aer Lingus, Virgin Atlantic, British Airways e KLM Royal Dutch Airlines. Le prenotazioni sono calate, secondo stime non ancora ufficiali, del 50%.

Come già anticipato da Wall Street Italia, l’Unione Europea sta decidendo su un possibile finanziamento pubblico per le compagnie di bandiera, una misura che andrebbe contro il modello adottato dall’UE in materia di concorrenza.

Il problema, dicono fonti vicine alla vicepresidente della Commissione Europea, Loyola Palacio, è che ci sono troppe compagnie aeree rispetto alla popolazione. In USA, per esempio, ci sono tre giganti, Delta Airlines, United Airlines e American Airlines, e una decina di piccoli competitors, mentre da noi proliferano le piccole e medie compagnie aeree, che non incidono nell’abbassamento dei prezzi.

Cosa succederà adesso? Secondo alcuni analisti, il calo del prezzo del petrolio e il basso costo del denaro potrebbe sostenere il settore. Secondo altri analisti, è possibile che la de Palacio non receda dalla volontà di negare degli aiuti alle compagnie, e questo potrebbe dare il via alla più grande ristrutturazione del comparto aereo europeo.