Commodity: argento, salira’ a prescindere dal contesto. E il caffè…

29 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’argento, il metallo prezioso piu’ utilizzato nell’industria, sta attraendo tutti i tipi di investitori, sia quelli che scommettono in una ripresa dell’economia che quelli piu’ pessimisti che vedono invece un rallentamento.

I prezzi hanno cosi’ esteso la serie di guadagni trimestrali piu’ lunga dal 1980. Raddoppiato di valore, sia come riserva per gli acquirenti preoccupati per l’economia, che come materiale industriale per coloro che invece sono rialzisti, quest’anno l’argento ha battuto la concorrenza nel campo dei metalli, dal rame allo zinco, ed e’ riuscito a tenere il passo dell’oro.

Entro dicembre il valore dell’asset aumentera’ fino al 15% a quota $22 dai $19.145 di oggi, secondo Daniel Brebner, un analista di Deutsche Bank AG, il cui outlook per il quarto trimestre scorso e’ stato il piu’ accurato del settore.

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Sono due delle materie prime piu’ calde degli ultimi mesi, oro permettendo: i futures di caffe’ e zucchero sono aumentati nettamente nelle ultime settimane e tale incremento raggiungera’ presto il portafoglio del consumatore finale. La carenza a livello di scorte e la forte domanda hanno avuto un ruolo chiave nel rally delle ultime settimane. Nel caso del caffe’, i prezzi sono cresciuti di sino a +10% dopo che le scorte sono cadute al loro livello piu’ basso dalla meta’ del 2002 – anche se gli analisti ritengono che queste limitazioni saranno solo temporanee. I futures con scadenza settembre sono aumentati del 5%, ovvero $8.25, a quota $168.75 la libbra.

Un giorno prima, mercoledì, hanno raggiunto il massimo di dodici anni: $176.50. Dall’inizio del mese di giugno, il progresso ha gia’ raggiunto il 25%. E la corsa potrebbe continuare ancora nei prossimi mesi, in quanto si teme che le condizioni meteorologiche possano influenzare la produzione in Brasile e Colombia.

In piu’, stando a quanto riferito da un gestore di fondi hedge al Financial Times, le sementi di qualita’ superiore rischiano di raggiungere il mercato piu’ tardi del previsto.

Il caffe’ era diventato negli ultimi mesi il bersaglio delle scommesse ribassiste di questi fondi di investimento alternativi, pertanto il rimbalzo del mese scorso ha causato perdite significative nelle tasche di quegli speculatori che avevano scommesso su un calo dei prezzi.

Questo aumento non tardera’ ad avere un impatto sul consumatore finale. Tempo massimo un mese secondo gli esperti. L’impatto potrebbe arrivare ad essere fino al 10%.

Tuttavia, il passaggio al prezzo finale potrebbe essere ritardato dalle condizioni stagionali, in quanto, tradizionalmente, nei mesi di luglio e agosto si beve meno caffe’.

Anche lo zucchero e’ diventato un bene costoso, che ha registrato un’elevata volatilita’ nei giorni scorsi. Il forte calo delle scorte e le previsioni per una forte contrazione della produzione ha ampliato il divario tra lo zucchero raffinato, che arriva al consumatore, e quello che non e’ trattato, ovvero lo zucchero di canna, ai massimi di 22 anni.

I prezzi della canna da zucchero hanno registrato una variazione negativa del 47% dopo aver toccato i minimi di 30 anni a inizi gennaio: 30.4 centesimi per libbra. Questo ha fatto si che il gap tra questo tipo di zucchero e quello che e’ gia’ raffinato si sia attestato a 175 dollari per tonnellata, il livello piu’ elevato dal 1987.