Commercio globale, mai così male dalla crisi finanziaria

26 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Inquietanti i dati dell’ultimo rapporto sul commercio globale, che monitora i volumi sia delle importazioni che delle esportazioni di tutto il mondo.

Il report, stilato dal CPB Netherlands Bureau for Economic Policy Affairs (divisione del Ministero degli Affari economici in Olanda) mette in evidenza che, nel mese di marzo, l’indice che misura i volumi del commercio di tutto il mondo ha segnato un calo dello 0,1%, a 136,5 punti, dopo aver ceduto -0,7% a febbraio e -1,7% a gennaio.

L’indice, che è stato fissato a 100 nel 2005, è in flessione del 2,5% dal record testato a 140, lo scorso dicembre e il calo è il più forte dalla crisi finanziaria.

L’associazione CPB riconosce che i numeri sul commercio globale sono spesso volatili; di conseguenza, per dare un’idea più precisa, l’istituto elabora anche un altro indicatore, noto come “World Merchandise Trade Momentum”. Il dato è calcolato facendo la “media dei cambiamenti in tre mesi fino alla pubblicazione del report mensile, in rapporto alla media dei tre mesi precedenti”.

Tuttavia tale indice, che dovrebbe essere meno influenzato dalla volatilità, non fa altro che confermare le condizioni precarie in cui versa l’economia globale.

La contrazione è infatti stata -1,5% a marzo (peggior calo mensile dall’aprile del 2011), dopo -0,4% a febbraio. Anche in questo caso, si tratta del “momentum” più negativo dalla crisi finanziaria. [ARTICLEIMAGE]