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Commercio estero: Paesi extra Ue in deficit

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Corre il “rosso” della bilancia commerciale extra Ue. Nel mese di luglio 2006, rispetto allo stesso mese del 2005, secondo gli ultimi dati Istat, le esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue aumentano del 2,1 per cento, mentre le importazioni crescono del 20,3 per cento. Nello stesso mese il saldo commerciale con i Paesi extra Ue risulta negativo per 1.501 milioni di euro, a fronte di un attivo di 529 milioni di euro registrato a luglio dello scorso anno. Si tratta del deficit più alto dal 1993, su cui pesano soprattutto il costo dell’energia e l’aumento dei prezzi. Rispetto a giugno 2006, al netto della stagionalità, le esportazioni diminuisono dell’8,2 per cento, mentre le importazioni crescono del 2,3 per cento. Nei primi sette mesi del 2006, rispetto allo stesso periodo del 2005, le esportazioni aumentano del 12,4 per cento e le importazioni del 22,8 per cento. Il saldo è negativo per 13.272 milioni di euro, a fronte di un disavanzo di 4.906 milioni di euro nello stesso periodo del 2005. Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero, commenta i dati osservando che “le nostre esportazioni verso i Paesi extra Ue si stanno sensibilmente rafforzando: nei primi sette mesi del 2006 il nostro export è quasi raddoppiato, con un aumento del 12,4 per cento, contro il 7 per cento dello scorso anno. Ma non solo. Oggi verso i Paesi extra Ue va il 41,4 per cento contro il 40,7 per cento di un anno fa, con uno scostamento dello 0,7 per cento, il che equivale a un valore di circa 2 miliardi di euro. L’incremento – prosegue – è dovuto non solo alla crescita dei valori unitari, ma anche all’aumento delle quantità esportate, che hanno fatto registrate nei primi cinque mesi del 2006 un tasso di crescita del 3,9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, crescita registrata in particolare verso il Giappone (più 31,3 per cento) e la Cina (più 13,1 per cento). Da segnalare, infatti, conclude Esposito, l’ottimo andamento dell’export verso la Cina, nel 2006, più 24 per cento contro il 2,6 per cento di un anno fa, e degli Usa, nostro terzo mercato di destinazione, verso i quali facciamo registrare un saldo positivo di quasi 8 miliardi di euro. Sui settori guadagnano terreno in modo sensibile la meccanica e gli apparecchi elettrici”.