COME VENDERE
750 CASE A PIRELLI PASSANDO
PER GLI USA

19 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – L’Unipol si prepara ai tempi lunghi. E ci si prepara
a far slittare l’opa su Bnl all’anno prossimo, visto
che ritardano le autorizzazioni. L’Isvap vuole
saperne di più. E ieri Giovanni Consorte si è recato
per la seconda volta in Bankitalia la quale, co-munque,
deve esprimersi dopo il guardiano delle
assicurazioni il quale ha chiesto ulteriori documenti
per poter valutare l’opa da 4,5 miliardi per il 59%
del capitale di Bnl a 2,7 euro per azione.

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Ieri la
compagnia bolognese ha diffidato Bnl dal vendere
la filiale argentina, ha allungato il contratto di finanziamento
con il pool di banche e ha comunicato
che è stato completamente sottoscritto l’aumento
di capitale di 2,58 miliardi. A questo punto, la capitalizzazione
di Unipol arriva a 5 miliardi rispetto
agli 8,2 miliardi di Bnl. Per far fronte all’opa, da via
Stalingrado è partita una campagna di dismissioni.
La più importante riguarda Aurora, una compagnia
controllata. Sempre ieri è stato reso noto che
una società cooperativa, Scenario srl ha offerto
214,75 milioni per il 9,99%. Ciò si aggiunge all’altra
offerta proveniente sempre dal «mondo coop»
per il 35% della società controllata.

Ma le dismissioni hanno riguardato in questi
dello scorso anno, in particolare, Unipol, Aurora e
altre società del gruppo, hanno stipulato un accordo
con un fondo privato americano (Glenbrook
International Real Estate Fund), per la cessione a
una sua controllata, Glenbrook Operae spa di pa-lazzi
per 260 milioni. L’operazione è registrata sui
bilanci del primo semestre di quest’anno con una
plusvalenza di 32,2 milioni per Unipol e 73,3 per
Aurora. Il fondo è rappresentato dall’avvocato Al-varo
Pascotto e l’intera operazione dovrebbe essere
completata entro la fine dell’anno.

Senonché il
primo maggio scorso appare sul Sole 24 ore un
breve articolo. «Gli immobili Unipol cambiano di
nuovo proprietà – scrive – Pirelli Re e Morgan
Stanley hanno infatti comprato 750 palazzi dalla
Glenbrook Operae che a propria
volta li aveva acquistati dalla
compagnia presieduta da
Giovanni Consorte nel dicembre
scorso». Il valore della transazione
è di 255 milioni con finanziamento
da parte di un
pool di istituti tra cui Royal
Bank of Scotland. Il ruolo
Lehman Brothers. Consulente legale lo studio
Gallavotti-Honorati-Pascotto.

Glenbrook Operae ha ottenuto una plusvalenza
di 40 milioni di euro. Passano due mesi e
mezzo e il 18 luglio l’avvocato Pascotto acquista
dal contropatto Bnl (guidato da Caltagirone) un
pacchetto della banca romana pari allo 0,5% per
un ammontare di 40,8 milioni. Guarda caso la cifra
equivalente al guadagno realizzato attraverso la
vendita degli immobili a Pirelli Re. Pascotto dichiara
di essere pronto a salire fino all’uno per
cento a sostegno della scalata Unipol. Che la
compagnia venda le sue proprietà per far cassa e
sostenere la conquista di Bnl è normale e legitti-mo.

Ma è davvero curiosa la macchinosità dell’o-perazione.
Se i palazzi dovevano
finire a Pirelli, perché farli
transitare per un fondo americano?
E perché far guadagnare
40 milioni a un intermediario
e non metterli direttamente
nelle casse di Unipol? L’avvocato
Pascotto è un alleato
strategico con lo 0,5% delle azioni Bnl? Misteri padani.

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