Come investire in tempi di crisi, il sondaggio Eurisko

9 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Gli italiani sono ancora convinti che la crisi non se ne andrà così velocemente, ma alcuni piccoli segnali di ripresa iniziano a vedersi. Che si tratti di conti deposito sicuri aperti dalle famiglie o di altri investimenti soprattutto nei mercati emergenti, ci sono buone speranze che per il futuro la situazione possa migliorare.

Secondo la ricerca effettuata da Eurisko per il gruppo UBS su un campione di imprenditori, professionisti e dirigenti di cinque città italiane (Torino, Padova, Treviso, Modena e Roma) è emersa una preoccupazione generale per l’andamento del mercato globale. Guardando invece all’anno precedente non ci sono stati commenti né positivi né negativi sugli investimenti effettuati, sia che si trattasse di conti deposito che di investimenti nel Forex, o nel mercato azionario e obbligazionario.

Entrando nei dettagli del sondaggio, la città che ha dimostrato più pessimismo tra le cinque selezionate è stata Torino. Fabio Innocenzi, Ad di UBS, spiega così il dato: “Un’apparente contraddizione. Torino è una delle zone di più antica storia imprenditoriale. Lo sguardo disincantato si traduce, talvolta, in un giudizio tranchant su ciò che accade nel mondo esterno, ma la cultura d’impresa, molto radicata, si esprime in una più spiccata familiarità con il capitale a rischio”.

Il problema principale che si evince dalla ricerca è che gli imprenditori hanno ancora poca fiducia nel mercato (uno su tre giudica negativo o pessimo il rendimento del proprio portafoglio nel 2012, ndr) ma sono anche poco informati sul suo reale andamento, dato che il 2012 è stato un anno più che positivo per le Borse. “Bisogna lavorare molto sulla consulenza, per evitare che un atteggiamente di sfiducia generalizzata determini un’eccessiva avversione al rischio”, continua Innocenzi.

Quali sono allora gli accorgimenti per gli investitori? Innocenzi dichiara che le famiglie che non vogliono semplicemente aprire un conto deposito, bensì cimentarsi in settori più impegnativi si devono orientare verso Stati Uniti e Giappone sul fronte azionario e per le obbligazioni corporate rispetto ai titoli governativi, senza dimenticare però i mercati emergenti (che attirano il 27% delle preferenze secondo il sondaggio Eurisko).

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