Come Francia e Germania vogliono riformare Eurozona

18 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Di riformare l’Eurozona per far fronte alle debolezze dell’unione monetaria se ne parla da anni. Adesso una proposta di riforma della governance fiscale e finanziaria di un gruppo di quattordici economisti di diverse università, in prevalenza francesi e tedesche, potrebbe essere presa in considerazione dai governi di Francia e Germania. Ecco cosa si prospetta per il futuro dell’area euro nella visione degli economisti, commentata dal private banker e blogger Mario Seminero.

L’idea generale dietro la proposta franco – tedesca è di rimuovere alcuni aspetti della segregazione dei rischi su base nazionale, cresciuta negli ultimi anni, in favore di una “condivisione dei rischi in un sistema sanzionatorio dove il mercato prevale”, nelle parole di Seminero.

Secondo la proposta, in primo luogo serve ridurre la concentrazione di titoli di stato domestici in portafoglio alle banche. Si aprirebbe così la strada all’assicurazione comunitaria sui depositi da attivarsi, si precisa, solo in caso di crisi. Queste garanzie sono state introdotte per calmare le diffidenze della Germania.

Le attuali regole in materia fiscale sarebbero sostituite da una regola della spesa, con un obiettivo di lungo periodo di riduzione del debito.

“La regola si esplicita in questi termini: la spesa pubblica non può crescere più del prodotto nominale di lungo periodo, e deve restare inferiore a quel target nei Paesi che devono ridurre il debito”, spiega Seminero.

Chi viola la regola deve emettere dei titoli di Stato “subordinati”, più costosi e rischiosi dei titoli ordinari. Sarebbe previsto anche un fondo comunitario anti ciclico per i Paesi in difficoltà e si suggerisce la creazione di un “eurobond sintetico”. Infine a sorvegliare il sistema ci sarà un watchdog fiscale comunitario, che avrà una forma di responsabilità politica. Ci sarebbe ancora spazio quindi per l’ipotesi di un ministro delle Finanze dell’Eurozona.