Coldiretti, nel 2009 sono cresciuti gli affamati nel mondo

17 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Nel 2009 gli affamati nel mondo sono cresciuti del 9 per cento arrivando alla vetta di 1,02 miliardi, il livello piu’ alto dal 1970, nonostante il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli che per il grano si sono ridotti del 27 per cento a livello internazionale. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in riferimento all’esigenza di una governance condivisa, in occasione del 33/mo consiglio dei governatori dell’Ifad, agenzia delle Nazioni Unite, il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo. Nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola che sono al minimo da venti anni per le principali materie prime come latte e cereali, rimangono alti – denuncia la Coldiretti – i prezzi al consumo che rendono ancora piu’ difficile la sopravvivenza del miliardo di affamati. L’emergenza alimentare – sostiene la Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è piu’ in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Gli aiuti alimentari sono necessari, ma non bastano e – precisa Coldiretti – occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all’omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall’estero, come nel caso degli organismi geneticamente modificati (Ogm). Sono ormai venti anni che si coltivano ogm nel mondo e nei Paesi in Via di Sviluppo dove la coltivazione è già storia la fame anziché diminuire è aumentata. Alle agricolture di tutto il mondo – conclude Coldiretti – devono essere invece garantiti credito e investimenti adeguati ma soprattutto si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose e per questo occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori.