COLANINNO CHIAMA E IL MERCATO NON RISPONDE

9 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Sono ancora i telefonici che catalizzano l’interesse di operatori e investitori.

A pochi giorni dal collocamento di Orange, società di telefonia mobile di France Telecom, Colaninno chiede ancora soldi al mercato, che in tutta risposta comincia a vendere senza ritegno i titoli di tutta la Galassia Olivetti, comprese le azioni delle società non direttamente coinvolte nell’operazione.

Quale alchimia ha estratto dal cilindro questa
volta il “ragioniere mantovano” per raccogliere mezzi freschi dai risparmiatori?

Conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, con un conguaglio in denaro pari al 48% del prezzo di telecom ordinarie con un minimo di 6,25 euro per azione, a condizione che l’80% degli azionisti di rispamio aderisca all’operazione.

Le somme raccolte serviranno per finanziare interamente un buy back sul 10% di azioni Telecom ordinarie, riducendo in tal modo l’indebitamento della controllante Olivetti che detiene attualmente il 53% di Telecom.

I più delusi saranno certamente gli azionisti di risparmio che sosterranno in toto l’operazione proposta.

Le reazioni non si sono fatte attendere e come al solito i più severi si sono dimostrati gli investitori istituzionali esteri che, anche nelle precedenti operazioni finanziarie del gruppo di Ivrea, avevano manifestato la loro disapprovazione vendendo i titoli in portafoglio.

Ai più smemorati ricorderemo come già nel 1999
Colaninno aveva tentato di sfilare Tim da Telecom per risolvere i problemi di indebitamento di Tecnost e come fu costretto a fare marcia indietro, a causa delle forti pressioni ricevute dagli investitori e dalla stampa estera
che fu particolarmente severa nel definire l’operazione di allora “una rapina in pieno giorno”.

Anche in questo caso il dissenso espresso è unanime ed anche i gestori italiani hanno giudicato l’operazione eccessivamente onerosa e con un timing non proprio azzeccato. Perché se Olivetti è l’unica che avrà dei vantaggi dall’operazione continua a scendere in borsa?

L’impressione diffusa è che anche questa volta Colaninno potrebbe non farcela e comunque sarà costretto ad una delle retromarce alle quali i risparmiatori sono ormai abituati.

In tutto questo anche l’ingegner De Benedetti si è espresso con senso critico nei confronti del proprio successore alla guida del gruppo Olivetti: fa sorridere che sia proprio il Maestro che bacchetta l’allievo.

La speranza è che in seguito, per rilanciare le sorti del Gruppo si passi dalle alchimie finanziarie ad un piano industriale concreto che
dimostri capacità di innovazione per competere in un settore altamente competitivo e che necessita d’ingenti investimenti; ciò che in pratica
Colaninno ha sempre promesso e mai attuato.

Concludendo provocatoriamente con una battuta cara agli americani: comprereste un’auto usata da questo signore?

*Lorenzo Marconi e’ amministratore delegato della societa’ di consulenza finanziaria Financial Advisors.