COCAINA & CRISI, IL CONSUMO ECCESSIVO HA AVUTO UN RUOLO?

30 Dicembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – L’uso di cocaina da parte di operatori del mondo della finanza può aver avuto un ruolo nel dispiegarsi della crisi che ha colpito i mercati. A spiegarlo è il direttore dell’Istituto di scienze farmacologiche Mario Negri di Milano, Silvio Garattini. Uno dei principali effetti dello stupefacente, ha spiegato lo studioso all’agenzia AdnKronos, è l’alterazione della percezione del rischio, la cui valutazione è una componente essenziale del lavoro dei professionisti grazie ai quali funzionano i mercati dei capitali. È possibile, quindi, che, in casi singoli, le decisioni siano state alterate dagli effetti dello stupefacente, che incide sulla capacitá di valutare correttamente il rapporto tra costi e benefici.

Di certo la crisi finanziaria ha altre cause primarie, di natura strutturale, ma, afferma Garattini, «è certamente possibile che in qualche caso siano state sottovalutate le difficoltà, perchè la cocaina dà un senso di onnipotenza. Fornisce la sensazione di poter decidere e di poter fare qualsiasi cosa, indipendentemente da ciò che poi in effetti si può fare». La cocaina, continua il farmacologo, «dà una sensazione della realtà distorta, quindi può darsi che in qualche caso, se un operatore l’ha assunta in vicinanza di operazioni che doveva fare, sia stato influenzato».

Non si dispone però, precisa il farmacologo, di evidenze scientifiche che consentano di sostenere che nel mondo della finanza si faccia un uso maggiore della cocaina rispetto ad altri settori della societá: «È molto difficile da dire – risponde – perchè non ci sono dati analitici precisi. Non abbiamo fatto analisi settoriali», spiega, perchè le difficoltá operative sono enormi. Però, continua, «è probabile che, quanto più la gente è occupata e sottoposta a stress e fatica, tanto più abbia necessità di assumere delle droghe per superare il problema».

A Milano, capitale della finanza italiana, l’assunzione di cocaina è maggiore rispetto ad altri grandi centri finanziari, al punto che la stessa Questura ne ha parlato proprio oggi in termini d’allarme. Nel capoluogo lombardo, ricorda il farmacologo, il consumo di polvere bianca «è molto elevato. Come Istituto Mario Negri abbiamo fatto delle ricerche comparative: per quanto riguarda la cocaina, Milano per milione di abitanti consuma molto di più rispetto a Londra e a Lugano». I ricercatori dell’Istituto, continua, sono riusciti ricostruire il numero di dosi consumate «grazie all’analisi degli scarichi delle fogne. Il consumo di cocaina aumenta molto durante il weekend, specie il venerdì e il sabato: l’aumento è del 50% circa, poi la domenica tende a diminuire e lunedì torna ai livelli più bassi».

È acclarato, in ogni caso, che l’assunzione di decisioni sensibili possa essere influenzata da fattori biochimici. I ricercatori dell’Università di Cambridge, per esempio, hanno scoperto, monitorando il livello di testosterone di 17 trader londinesi, che il livello di questo ormone influenza l’assunzione di decisioni che spesso devono essere prese in tempi rapidissimi. Un livello troppo elevato di testosterone, avvertivano i ricercatori inglesi, può influenzare negativamente la capacità di gestire rischi in modo razionale. È possibile, quindi, che l’assunzione di cocaina accentui aspetti fisologici già conosciuti? «Sì certamente – risponde infine Garattini – è possibile che ci sia un sinergismo tra i due fenomeni».

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