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Coca Cola resta il marchio che vale di più

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Sono chic, di lusso, spesso tecnologicamente avanzati, ma soprattutto fanno vendere. Chi sono? I cento “global brands” più famosi al mondo. L’idea di raggrupparli in un’unica classifica è di Interbrand, società leader nell’ambito della brand consultancy, che diffonde ieri la classifica dei cento brand globali a più elevato valore economico. Riconfermato il vertice della classifica 2005, che vede nell’ordine Coca-Cola, Microsoft, Ibm, General Electric e Intel nelle prime posizioni.
La crescita di valore più consistente è quella di Google (in posizione numero 24) che, grazie all’estensione dei servizi, a un posizionamento convincente e a nuove strategie commerciali vede aumentare il valore del proprio. Premiate le realtà che pongono lo sviluppo e la gestione del proprio brand al centro dell’organizzazione e della strategia. Ne sono un esempio Nokia (in posizione numero 6), primo brand non statunitense in classifica, e Motorola (in posizione numero 69), che registra un più 18 per cento. Il lusso e la moda fanno da portabandiera per l’Italia, che è in classifica con quattro brand: Bulgari (in posizione numero 95) con una crescita del 6 per cento; Prada (in posizione numero 96) e Armani (in posizione numero 95), entrambi con un aumento del 4 per cento del valore del brand e Gucci (in posizione numero 46), brand italiano di proprietà francese, che registra un più 8 per cento. Toyota, primo produttore automobilistico in classifica, vede tra i top 100 due propri brand: lo stesso Toyota (in posizione numero 7) e Lexus (in posizione numero 92), una new entry. “La classifica di quest’anno premia quei brand che sono in grado di trascendere una specifica categoria merceologica, una particolare tecnologia, o una regione geografica; quei brand, cioè, in grado di rappresentare dei benefici emotivi o funzionali per i propri clienti”, spiega Manfredi Ricca, business director dell’ufficio italiano di Interbrand, osservando che “la presenza italiana in classifica, circoscritta a brand appartenenti all’ambito moda/lusso, è lo specchio di un Paese che crea stile in tutto il mondo, ma fatica nei settori ad alto contenuto tecnologico”.