CLUB DEI GUFI:
STATI UNITI A RISCHIO RECESSIONE

18 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Tira vento di recessione negli Stati Uniti. Sebbene l’idea possa sembrare strampalata, dopo che gli ultimi dati macroeconomici hanno mostrato una crescita sostenuta con l’inflazione sotto controllo, Joachim Fels, uno dei più pessimisti tra gli esperti della banca d’affari americana Morgan Staney, non esclude che l’economia americana possa registrare una crescita negativa nel 2007.

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Non solo. Le probabilità che il Vecchio Continente possa seguirla a ruota sono altrettanto alte. ‘Gli economisti – scrive Fels – sono assai reticenti nel prevedere la recessione. Uno, perché non esiste un’unanimità su quali siano gli indicatori più attendibili nell’anticipare una crescita negativa del Pil. Due, perché la recessione è un evento assai raro. Negli ultimi 60 anni, l’economia americana è andata in recessione solo nove volte”.
Secondo Fels l’indicatore che più di ogni altro è in grado di anticipare la recessione

è l’inclinazione della curva dei rendimenti. “Il mercato dei bond Usa sta già flirtando con questa idea” è scritto nel report dal titolo: “la recessione del 2007″. Le indicazioni arrivano dal progressivo appiattimento delle curva dei rendimenti Usa che prelude all’inversione della stessa (rendimenti a breve maggiori di quelli a lunga), tipica situazione che anticipa la contrazione economica”. Questo vuol dire che l’anno prossimo in questo periodo o al massimo agli inizi del 2007 potremmo vedere il Pil della locomotiva Usa scivolare in territorio negativo.
Inutile dire, che se le previsioni sull’America dovessero rivelarsi giuste le prospettive di ripresa per l’Europa svanirebbero immediatamente. Per il gufo di Morgan Stanley, per quanto inferiori, le possibilità che anche il Vecchio Continente segua il destino dell’economia a stelle e strisce sono numerose. E potrebbero aumentare in una prospettiva di inasprimento delle politiche fiscali in Germania e Italia nel 2007 e con l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce. A quel punto – conclude l’economista – l’unica cosa saggia che il nuovo governatore della Fed Ben Bernanke potrebbe fare è abbassare nuovamente i tassi, che tra un anno saranno con molte probabilità al 4,75%.

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