Class Editori: crisi editoria miete un’altra vittima

17 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La crisi dell’editoria ha lasciato segni profondi anche nel 2012 nei bilanci dei principali gruppi editoriali.

Ma per il gruppo Class editori, la società che edita tra gli altri MF, Milano Finanza e Italia Oggi, i conti annuali appena approvati dicono di un peggioramento drastico, quasi di un cambio di rotta del gruppo.

Un terzo di ricavi in meno

Nel corso di un solo anno, il 2012, i ricavi consolidati sono scesi di un terzo, esattamente il 33,3%, calando da 141,3 milioni del 2011 a 94,3 milioni. Un taglio netto che segna una cesura con il passato. Il margine operativo lordo infatti ha cambiato segno, passando da +12 milioni a -11,7 milioni.

Peggio ancora il risultato operativo che era positivo per 7,6 milioni e ora è in rosso per 16,5 milioni a livello consolidato. E così la perdita netta consolidata è stata di ben 12,9 milioni, contro l’utile di 5,5 milioni del 2011.

Quella secca perdita si confronta con un fatturato consolidato di soli 94 milioni: vuol dire che ogni 100 euro di ricavi il gruppo Class ne perde oltre 13. Va detto che parte di questi risultati sono influenzati dalla cessione, avvenuta nel dicembre 2011 del business della raccolta dati di MF Honyvem ceduta al Cerved e della cessione del 33% della subconcessinaria pubblicitaria Classpi.

Solo colpa delle cessioni?

Un gruppo fortemente dimagrito per la campagna cessioni quindi. Ma a leggere in controluce i dati si evidenzia che l’impatto delle cessioni non spiega del tutto la pessima annata di Class editori.

Il bilancio pro-forma senza l’apporto di MF Honyvem mostra che la caduta non è solo effetto del deconsolidamento. I ricavi (tolta appunto Honyvem) sono comunque scesi da 112 milioni a 94 milioni con un calo significativo del 15,8%.

E il margine lordo già negativo per 6 milioni nel 2011 ha visto raddoppiare le perdite a 11,7 milioni. E senza Honyvem le perdite nel 2011 sarebbero state di 11,6 milioni e ora sono salite a 12,9 milioni. A vederla così la cessione c’entra solo in minima parte sulla caduta del gruppo. E incassata l’anno scorso la plusvalenza di 17,6 milioni, ora Class si trova privo di uno degli asset in attivo e che fatturava 11 milioni. Si incassa ma ci si priva di una fonte di ricavi futuri. Del resto anche il bilancio della Spa non gode certo di buona salute con una perdita per 13,9 milioni nel 2012.

Pubblicità in forte affanno

E a guardare le aree di business gli andamenti sono preoccupanti: i ricavi pubblicitari consolidati sono scesi del 23,5% cioè 14 milioni in meno. C’entra certo l’uscita dal perimetro di consolidamento (per tre mesi) della concessionaria Classpi, ma sono forti i cali dei ricavi contabilizzati sulle testate editoriali. In tensione anche i ricavi da edicola scesi dell’8,8% a 8,5 milioni dai 9,3 del 2011. E l’intera area newspapers perde il 13,7% del fatturato.

Il rosso di Tv e radio

In forte contrazione pressochè tutte le aree di attività. In particolare i periodici (da Class a Capital solo per citare le testate più significative) dove i ricavi sono crollati del 32% e ora i margini sono negativi.

Giù anche l’editoria elettronica con -7% nei ricavi; in crisi convegni e conferenze (-20% i ricavi). E spine amare vengono anche dalla Tv e dalle radio (leggi Cnbc e Radio Classica) dove i costi superano ampiamente i ricavi e il margine di contribuzione perde 4,7 milioni la stessa perdita già avuta nel 2011.

E in perdita seppur lieve è anche Erinne srl, la società collegata che edita Italia Oggi. Insomma, grandi difficoltà per un gruppo che vede un indebitamento netto finanziario salito a 42 milioni a fronte di un Mol negativo per 11,7 milioni e patrimonio netto sceso a 66,8 milioni per effetto delle perdite. Un anno duro. Per tutti nell’editoria. E Class non ha fatto certo eccezione.

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Pierluigi Magnaschi neo direttore MF/Milano Finanza.

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