CLAMOROSO: BUSH IN IRAQ HA VISITATO LE TRUPPE USA

27 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

CLAMOROSO: GEORGE BUSH IN IRAQ HA VISITATO LE TRUPPE USA.

Il presidente americano e’ gia’ ripartito da Baghdad a bordo dell’Air Force One. L’aereo era atterrato all’aeroporto della capitale irakena a luci spente, nella totale oscurita’, per non essere identificato dai razzi terra/aria degli irakeni.

George Bush ha prima tenuto un breve discorso e poi passato due ore – nel giorno di Thanksgiving, mentre l’America celebra il Ringraziamento – con oltre 600 militari americani riuniti in un capannone. Bush ha poi mangiato il tradizionale tacchino alla mensa con i soldati. Il tutto e’ stato organizzato all’aeroporto di Baghdad, con rischi senza precedenti per l’incolumita’ di un presidente degli Stati Uniti.

Di fatto si tratta del primo presidente americano a visitare il paese. Ufficialmente (per i media ma anche per quasi tutti i membri della Casa Bianca, anche al massimo livello, esclusi Donald Rumsfeld, Colin Powell e Condoleezza Rice, che sapevano) Bush era in quel momento a casa con la famiglia nel suo ranch, a Crawford in Texas, per celebrare Thanksgiving. Secondi fonti di Washington anche la moglie Laura era stata tenuta totalmente all’oscuro. Bush, il viso mezzo coperto da un cappello da baseball, un giaccone, jeans, stivali, camicia button-down, ha lasciato il ranch mercoledi’ notte su un’auto normale; e’ la prima volta in assoluto nella storia americana che un Presidente si sposta anonimamente senza scorta, nel traffico.

Bush e’ stato prima portato alla base militare Texas State Technical College, e da li’ con un aereo alla Andrews Air Force Base, fuori Washington, per imbarcarsi sull’Air Force One. Il presidente ha parlato in codice al telefono con alcuni stretti collaboratori, mentre si e’ appurato che il viagggio sarebbe stato cancellato se soltanto qualcuno avesse scoperto il segreto. L’idea a quanto pare e’ stata dello stato Bush.

“Voi qui in Iraq state sconfiggendo i terroristi, in modo che non dovremo piu’ combatterli nel nostro Paese”. Cosi’ ha detto Bush nel suo discorso ai 600 soldati Usa riuniti nel capannone all’aeroporto di Baghdad, ancora allibiti dalla sorpresa. “I terroristi sperano di farci scappare – ha aggiunto il presidente americano – ma devono sapere che non siamo arrivati in Iraq, pagando un amaro prezzo di vite umane e liberando 25 milioni di persone da un dittatore, solo per ritirarci di fronte a una banda di teppisti e assassini”.

La clamorosa iniziativa della Casa Bianca e’ stata criticata da piu’ parti. Pur organizzata per dare un appoggio morale agli oltre 250.000 soldati Usa di stanza in Iraq, l’assoluta segretezza della missione ne conferma non solo la pericolosita’, ma anche il disperato desiderio dell’amministrazione di voler sorprendere il mondo intero (piu’ che le truppe Usa) proprio il giorno di Thanksgiving. Secondo alcuni autorevoli osservatori politici del giro dei think tank a Washington, la mossa di George Bush ha piu’ le caratteristiche del marketing e della propaganda in stile Hollywood (tipo un film di Harrison Ford) piu’ che quelle della politica.

Un colpo d’immagine senza precedenti, insomma, per riaffermare la leadership di Washington in una guerra come quella in Iraq che sta provocando conseguenze geo-politiche gravi e perdite umane ben al di la’ delle piu’ pessimistiche previsioni. Una guerra sulla quale George W. Bush si gioca la rielezione per un altro mandato alla Casa Bianca tra poco meno di 11 mesi (da Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).