City: uno scandalo finanziario dietro l’altro. Imbarazzo del governo

29 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Scoppia lo scandalo Libor nella finanza inglese. Non solo Barclays, multata già con $452 milioni. A finire nel mirino delle autorità di mercato sono anche Lloyds e Royal Bank of Scotland, quest’ultima alle prese anche con il caso dei presunti problemi tecnici che hanno impedito ai 12 milioni di consumatori di accedere ai loro conti. Con il crollo di ieri del titolo, superiore a -10%, il valore di mercato di RBS è sceso di un ammontare superiore ai due miliardi di sterline.

Lo scandalo della presunta manipolazione del Libor – che in realtà coinvolgerebbe anche colossi non inglesi, come la svizzera UBS e l’americana Citigroup – sta creando un forte imbarazzo nel governo UK. Tanto che il primo ministro David Cameron invoca la testa di Bob Diamond, amministratore delegato di Barclays, affermando che il ceo dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e mettersi da parte.

In una intervista al Telegraph Simon Culhane, ad di Chartered Institute for Securities and Investment ha affermato che ” questo scandalo serve solo a danneggiare la reputazione di Londra”; di fatto, “uno dei motivi per cui Londra è un centro finanziario internazionale è per la fiducia sull’integrità del mercato londinese”.

Reputazione della City a rischio, insomma. E multe salate alle banche che sono state salvate anni fa dallo stato. RBS -per l’82% di proprietà del governo, dopo essere stata salvata durante la crisi finanziaria – dovrebbe infatti secondo quanto riporta oggi il Times essere colpita da una multa di 150 milioni di sterline (l’equivalente di 232,59 milioni di dollari) per la presunta manipolazione del Libor.

SCANDALO BARCLAYS: CORRUZIONE NEL CUORE DELLE BANCHE

LA RABBIA DI CAMERON

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