CITI: IL TESORO CI RIPENSA E MANTIENE LA QUOTA

17 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il dipartimento del Tesoro americano ha deciso di non vendere la sua quota del 34% in Citigroup. Si tratta di una svolta sorprendente arrivata solamente pochi giorni dopo che il governo aveva annunciato l’intenzione di cedere la sua partecipazione.

La decisione arriva dopo che gli investitori hanno mostrato uno scarso interesse per una consistente offerta di azioni annunciata ieri dalla banca di New York. Citi, caratterizzandola come la più grande offerta di capitale della storia, ha detto ieri di volere vender 5,4 miliardi di dollari di azioni ordinarie ad un prezzo scontato per raccogliere fondi e poter ripagare parte del debito con lo stato. Il prezzo annunciato è di 3,15 dollari per azione, uno sconto dell’8,7% rispetto alla chiusura di mercoledì.
Lunedì la banca ha annunciato che restituirà 20 dei 45 miliardi di dollari ricevuti dallo stato un anno fa nel pieno della crisi che ha travolto Wall Street.
Il governo ha convertito 25 miliardi di dollari dei fondi consegnati a Citi in una quota del 34% all’inizio di quest’anno, pagando 3,25 dollari ad azione.
“Basandosi sul prezzo di offerta di oggi, il Tesoro ha deciso di non partecipare nell’offerta di azioni”, ha detto un funzionario del dipartimento. Il governo avrebbe perso 10 centesimi per azione, stando al prezzo annunciato ieri da Citi.

Tutto questo evidenzia come lo scetticismo sul futuro del gruppo newyorkese non si sia ancora dissipato. Gli analisti ritengono che la banca non sia ancora del tutto al sicuro e soprattutto non nelle condizioni di tornare alla profittabilità.
Lo scetticismo è evidentemente condiviso anche dal governo, nonostante il segretario al Tesoro Tim Geithner abbia ribadito questa settimana che Washington non voglia detenere quote in società private.

Citi è l’ultima banca di Wall Street di cui il governo possiede ancora una quota di capitale significativa.
A metà mattina a Wall Street, il titolo Citigroup perde il 7,10%, a 3,18 dollari.