CIRIO: SERGIO CRAGNOTTI INDAGATO PER CORRUZIONE

27 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

L’ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti è stato iscritto sul registro degli indagati di Roma per il reato di corruzione. Il nuovo capo d’imputazione viene contestato al finanziere in un fascicolo diverso, appena aperto, da quello sulla bancarotta e riguarda un presunto versamento di tangenti per ottenere favori nell’ambito dell’attività sulla Cirio. I pubblici ufficiali che avrebbero accettato il denaro, o anche solo la promessa di utili non risultano indagati per il momento. Se la nuova ipotesi investigativa dovesse trovare conferma, i pagamenti si potrebbero quantificare nell’ordine di miliardi di vecchie lire.

A piazzale Clodio prosegue intanto il lavoro del pool formato dai pm Tiziana Cugini, Gustavo De Marinis, Rodolfo Sabelli, coordinati da Toro, impegnati a leggere le carte e a studiare la contabilità relativa alle varie società del gruppo. Di interesse anche le operazioni estero su estero, la cui analisi richiederà la traduzione in italiano di alcuni atti.

Dall’esame del carteggio è emerso già come Cragnotti si muovesse con disinvoltura, forte degli appoggi da parte delle banche. Cragnotti nel frattempo ha consegnato ai pm una nuova memoria.

Cragnotti è già indagato, insieme con un’altra ventina di componenti del cda della Cirio, per bancarotta fraudolenta, concorso in truffa e false comunicazioni sociali. Secondo i consulenti nominati dagli inquirenti romani, dall’ esame di bilanci e di carte contabili risultano una serie di operazioni fittizie e non giustificate sul piano industriale che avrebbero avuto il fine di mascherare plusvalenze e minusvalenze. Il tutto, secondo gli stessi esperti, nel quadro di un’ attività di sottrazione di risorse patrimoniali.

Interrogato il 10 novembre scorso dai magistrati, il finanziere ha escluso che ci siano stati appropriazioni o distrazioni accusando il sistema bancario di non avergli concesso una proroga dei termini per la restituzione del ‘bond’ da 150 milioni di euro che gli avrebbe consentito di fare fronte alla crisi.