CINQUE FATTI SUL SEGRETO BANCARIO SVIZZERO

13 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Di seguito cinque fatti sul segreto bancario in Svizzera, le cui banche hanno raccolto una stima di 2.000 miliardi di ricchezza da clienti stranieri, attirati almeno in parte delle sue severe leggi sulla privacy:


SEGRETO BANCARIO – Condividere informazioni bancarie su clienti è un reato penale in Svizzera. Alle banche è vietato fornire direttamente dati dei clienti alle autorità straniere, anche se lo richiedono. La protezione della Svizzera sul segreto bancario risale al 1934, quando passò una legge che impone forti pene, fino al carcere, per chi la infrange.


FRODE ED EVASIONE FISCALE – Al contrario della maggior parte dei paesi nel mondo, le leggi svizzere distinguono tra frode ed evasione fiscale. La frode fiscale è un reato penale che prevede la creazione di documenti per celare il reddito. L’evasione fiscale, che è definita come una mancata dichiarazione dei redditi alle autorità fiscali svizzere, è un reato amministrativo, punibile con una multa. La legge accetta che i cittadini talvolta possano dimenticare dati o fare errori.


CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI FISCALI – La Svizzera può condividere informazioni fiscali secondo alcuni trattati firmati con gli Stati Uniti e altri paesi. Finora ha condiviso informazioni soprattutto per le frodi.

IL CASO DI UBS – UBS, la più grande banca svizzera, è diventata l’obiettivo di un’indagine Usa che accusa l’istituto di aver aiutato migliaia di americani a nascondere soldi alle autorità in conti svizzeri. In un accordo storico, Ubs ha pagato 780 milioni di dollari di multa a febbraio. Berna si è anche accordata per il trasferimento agli Usa di poche centinaia di nomi di clienti Ubs anche prima che un tribunale svizzero decidesse se fosse stata commessa una frode.


DIRETTIVE UE – La Svizzera consente ai possessori di conti Ue di mantenere i loro affari segreti pagando una ritenuta d’imposta sui redditi da risparmio. La Svizzera condivide la parte essenziale dei ricavi raccolti in questo modo con i maggiori governi Ue senza rivelare l’identità dei correntisti Ue. La questione è regolata in base alla direttiva Ue in materia di tassazione sui redditi da risparmio.