Cinesi di Wanda Group promettono: faremo fallire Disneyland Shanghai

30 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Combattere il “soft power” occidentale, che esporta valori stranieri in Cina, facendo a pezzi la concorrenza di Disneyland: sembra questa la crociata culturale e commerciale annunciata da Wang Jianlin, patron del colosso immobiliare Dalian Wanda Group.

In un colloquio trasmesso dalla Phoenix Television, Wang ha annunciato che entro un decennio porterà al fallimento il Magic Kingdom che la Disney ha inaugurato lo scorso 16 giugno a Shanghai.

Del resto non c’è voluto molto a Wang per rispondere alla sfida della concorrenza: un parco divertimenti alternativo, costato 3,3 miliardi di dollari, ha già aperto i battenti nella principale città del Sud dell Cina, Nanchang.

La battaglia oltre a essere di mercato, a sentire il patron del Wanda Group, è anche culturale: lo scopo finale della battaglia alla Disney è “cambiare un sistema dove le regole sono dettate da stranieri”, ragion per cui non possono essere risparmiate le critiche per tutti i cinesi che hanno già visitato il parco di di Shanghai: per Wang sono “fanatici di esotismo e asserviti agli americani”.

Ma la guerra contro Topolino non è che all’inizio, visto che è in programma l’apertura di ben 15 parchi divertimenti entro il 2020, dei quali il prossimo sarà inaugurato fra non molti giorni, il prossimo 24 settembre. E che la concorrenza piuttosto diretta e smaccato lo dimostra anche il fatto, per il quale Disney già promette di procedere legalmente, che a popolare i parchi del Wanda Group ci siano sciape imitazioni di Biancaneve e Peter Pan.