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Cina: Wen Jjabao, crescita 2007 solo dell’8%

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L’economia cinese dovrà crescere quest’anno dell’8 per cento. Lo afferma il primo ministro, Wen Jiabao, nel discorso che ieri legge davanti ai tremila deputati dell’Assemblea nazionale del Popolo riuniti a Pechino. Copie del discorso sono distribuite alla stampa. E’ il secondo anno consecutivo che il Governo fissa all’8 per cento il tasso “desiderabile” di crescita di un’economia che alcuni ritengono surriscaldata. Nel 2006, la crescita reale è del 10,7 per cento. Nel suo discorso, Wen aggiunge che la politica di “rafforzamento” della valuta cinese, lo yuan, continuerà: il suo valore crescerà ancora, come richiesto dai partner occidentali della Cina, preoccupati dal suo avanzo commerciale.
La Cina sta intanto pensando a rinnovare le regole che disciplinano l’afflusso degli investimenti di portafoglio nel paese, finora disciplinati dal cosiddetto schema Qfii (Qualified Foreign Institutional Investor). Lo rivela una fonte regolamentare, spiegando che la nuova formula potrebbe passare dal limite fisso istituito nel 2003 a un metodo di calcolo che fisserebbe il confine al 5-10 per cento della capitalizzazione del listino azionario A (in valuta locale) oggi a 10mila miliardi di yuan (circa 1.300 miliardi di dollari). Con il vecchio schema Qfii il tetto annuale agli investimenti di società estere nel mercato delle azioni e dei bond cinesi è stabilito equivalente a 10 miliardi di dollari, con un residuo che oggi si attesta a soli 55 milioni. Responsabile dei permessi è l’autorità valutaria cinese, State Administration of Foreign Exchange (Safe) e a una domanda sulla possibilità di un diverso modo di calcolare le quote Qfii, la numero uno, Hu Xiaolian, ammette: “Stiamo studiando il problema, ma non abbiamo ancora deciso”. Parlando a margine della giornata di avvio della sessione plenaria del Congresso del popolo (il parlamento cinese), la funzionaria aggiunge: “La quota dello scorso anno è stata usata per intero, quindi quando stabiliremo quella di quest’anno bisognerà cambiare. Ma non c’è una decisione definitiva”.