Cina: Tassi più alti dello 0,27%

23 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’Istituto centrale cinese ha varato la quinta stretta monetaria degli ultimi quindici mesi, con un provvedimento mirato a mantenere sotto controllo l’inflazione e a prevenire il surriscaldamento dell’ormai terza economia mondiale. La Banca della Repubblica Popolare, guidata dal governatore Zhou Xiaochuan, ha stabilito un rialzo di 27 centesimi sui depositi e prestiti a un anno degli istituti commerciali. Il provvedimento, si legge nel sito web della Banca centrale (www.pbc.gov.cn.), sarà effettivo da oggi.
Il tasso sui depositi a un anno passa al 3,33 per cento dal precedente 3,06 per cento, mentre quello sui prestiti a un anno sale al 6,84 per cento dal 6,57 per cento. Il tasso di interesse sul conto corrente sale allo 0,81 per cento da 0,72 per cento. In questo modo la Banca centrale ha alzato i tassi cinque volte dal 27 aprile 2006 e i requisiti per la riserva obbligatorie otto volte da giugno 2006. L’Istituto ha affermato che l’intervento vuole tenere a bada l’offerta di valuta e l’espansione del credito così come gli investimenti. Ha aggiunto inoltre di aver operato in questo modo anche per stabilizzare le aspettative sull’inflazione.
Il 18 maggio scorso la Banca centrale ha alzato il tasso sui prestiti dello 0,18 per cento e il tasso sui depositi dello 0,27 per cento, incrementando allo stesso tempo i requisiti di riserva obbligatorie delle banche e ampliando la banda di oscillazione giornaliera dello yuan contro dollaro. L’incremento arriva un giorno dopo che il Governo ha comunicato uno scatto nella crescita economica annua nel secondo trimestre all’11,9 per cento, il tasso più elevato mai registrato in più di dieci anni.