Cina sempre boom, ma rallentato. Pil da +9,2% a +7,5%

19 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Hong Kong – Dal Fondo Monetario Internazionale elogi alla Cina, per gli sforzi fatti verso un’economia più bilanciata. Grazie alla leadership di alto livello il paese continuerà a mantenere in moto la fase di crescita nei prossimi anni. Sono le parole espresse dal Direttore Fmi Christine Lagarde, durante l’incontro con il vice-Premier cinese, Li Keqiang.

La crescita supererà il target prudente del +7,5% per il 2012, ma sarà comunque inferiore al +9,2%. A pesare sull’andamento del Dragone principalmente i problemi globali, che colpiscono duramente le esportazioni. La Lagarde intravede comunque segnali incoraggianti, con l’economia globale che sta iniziando ad attraversare una fase di stabilità.

Intanto il vice Direttore del Fmi, Zhu Min, avverte su rischi per l’economia globale. La crescita economica rallenterà nel 2012, anche per i mercati emergenti, con la crisi dei paesi industrializzati che ancora deve far sentire tutto l’impatto negativo. In positivo, la situazione dei mercati emergenti si dovrebbe stabilizzare nei prossimi mesi, anche grazie ai segnali di ripresa dagli Stati Uniti.

I mercati finanziari europei rimangono “fragili” e non c’è più “spazio per errori”. E riguardo alla Cina, Zhu dice di attendersi un atterraggio morbido, un “soft landing”, non l’“hard landing” recentemente acclamato da JPMorgan.

Sempre nello stesso evento al quale ha partecipato in mattinata Zhu a Hong Kong, il governatore della Banca centrale dell’Australia, Glenn Stevens, ha dichiarato che in circa un decennio il Prodotto Interno Lordo (Pil) della Cina potrebbe arrivare a pareggiare quello degli Stati Uniti, in base al metodo PPP (parità del potere d’acquisto).