Cina pronta ad attaccare. Dove? In tutte le direzioni

3 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

La Cina si sta preparando a un conflitto “in ogni direzione”. Lo ha detto il ministro della difesa di Pechino. Nonostante le ripetute dichiarazioni sulla “crescita della pace”, la Cina in allarme il mondo per via della rapidita’ con cui sta modernizzando il proprio sistema militare. I primi ad essere preoccupati sono i paesi confinanti nell’area Asia-Pacifico, incluso il Giappone che ha parlato del colosso asiatico come di fonte di “proccupazione globale”.

“Nei prossimi 5 anni la nostra forza militare sara’ pronta in vista di conflitti strategici in ogni direzione”, ha dichiarato Liang Guanglie in un’intervista pubblicata da vari giornali cinesi controllati dal partito comunista al potere. “Possiamo anche vivere in tempi di pace come adesso ma non possiamo mai dimenticare la guerra, non possiamo mettere da parte baionette e pistole”, ha aggiunto.

Queste parole arrivano in vista di una visita di 3 giorni da parte della controparte americana rappresentata dal ministro della Difesa degli Stati Uniti Robert Gates, le dichiarazioni implicano un gioco delle parti e la sottolineatura di tensioni tra Washington e Pechino in apparenza tutt’altro che tramontate, nonostante la speciale relazione economica e finanziaria tra l’economia n.1 e l’economia n.2 del mondo.

Un anno fa la Cina congelo’ le relazioni militari con gli Usa dopo che Washington aveva venduto armi a Taiwan, l’isola indipendentente che Pechino vorrebbe annettersi. Le relazioni si sono ulteriormente deteriorate la scorsa estate quando Pechino si disse contraria al piano Usa di effettuare esercitazioni militari al largo della penisola coreana.

La Cina non lascia passare occasione per veicolare il messaggio del suo rafforzamento militare al resto del mondo. Basti citare il fatto che Pechino sta mettendo a punto un missile “killer” capace di attaccare le navi americane di stanza nel Pacifico da ampie distanze e che mira a ribilanciare il sistema di forze in una regione dominata dagli Usa sin dalla fine della seconda guerra mondiale.

Fonti americane hanno spiegato al quotidiano giapponese Asahi Shimbun che questo missile, il Dong Feng 21, ha gia’ raggiunto una sua operativita’ iniziale per quanto i test necessari per raggiungere un completo funzionamento richiedano anni.

Gli analisti restano divisi sull’ipotesi che la Cina possa iniziare una esaclation al riarmo. Il budget annuale cinese della Difesa e’ ancora inferiore di un sesto a quello americano ed e’ pari a meno della meta’ del budget Usa se espresso in rapporto al Pil. Ma le dichiarazioni il mese scorso dello stesso Gates preoccupano le capitali occidentali: l’armamento cinese, incluso il nuovo missile “killer”, non fanno che incentivare l’America a proteggere sempre di piu’ la zona aiutando gli alleati di Washignton nel Pacifico.

Altri analisti fanno notare che la tecnologia cinese e’ ancora lontana da quella disponibile in Occidente. “La modernizzazione delle forze armate cinesi non puo’ dipendere da altri paesi e non puo’ passare per acquisti di armi da terzi”, ha spiegato il monistro della Difesa della Cina Liang. E ha aggiunto: “Nei prossimi 5 anni l’economia e la societa’ cinese si svilupperanno molto rapidamente facendo crescere il potere del nostro paese. Avremo l’opportunita’ di migliorare e accelerare anche la modernizzazione militare”.