Cina: Pechino sforna ora gli aerei a basso costo

9 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Anche sulla produzione di aerei la Cina si lancia nell’arena globale facendo leva sul low cost: per il suo primo jet passeggeri a produzione interna – l’Arj-21, capace di trasportare 78-85 passeggeri prodotto dalla Avic 1 Commercial Aircraft – fissa come obiettivo il 60 per cento del mercato domestico. Ma già guarda a possibili sbocchi in Africa, Sud America e altri paesi dell’Asia, dove grazie ad un prezzo che – assicura il produttore – sarà del 15 per cento più basso degli apparecchi equivalenti, potrebbe diventare un temibile concorrente per la canadese Bombardier e la brasiliana Embraer.
Per ora non insidia direttamente i due giganti del settore, l’americana Boeing e l’europea Airbus, quest’ultima, anzi, ha recentemente deciso di creare alcuni stabilimenti produttivi proprio in Cina. Ma è solo questione di tempo, visto che Pechino ha appena annunciato un programma per creare un vettore da oltre 150 posti. In ogni caso, l’obiettivo più immediato è sul mercato domestico: Avic stima che nei prossimi 20 anni la domanda di vettori passeggeri in Cina sarà per novecento apparecchi, e punta ad aggiudicarsene quasi i due terzi, ha spiegato il presidente Zheng Qiang. L’Arj-21 costa 30 milioni di dollari di listino, e Avic ha già ricevuto commessse per 71 apparecchi dai vettori cinesi.
“Tutte grazie al nostro marketing”, assicura Zheng, declamando che non ci sono state pressioni da parte del governo cinese sulle compagnie aeree statali. Avic sta assemblando i primi esemplari destinati a effettuare i test di volo, previsti per il prossimo anno, e punta ad un ritmo di produzione iniziale di quindici apparecchi l’anno, che salirà a 50 entro il 2015. Comunque il nuovo velivolo non è cinese al 100 per cento: ci sono 19 compagnie straniere che forniscono vari componenti, tra queste General Electric, Honeywell e Rockwell Collins.
Intanto, passando al caso Alitalia, il rappresentante di Aeroflot a Roma, Tropinin Gleb, torna a parlare dell’ingresso della compagnia russa nella gara per la privatizzazione della compagnia italiana e precisa che la quota del 95 per cento nel consorzio con Unicredit Banca Mobiliare ancora non può essere confermata. “Nonostante alcuni insuccessi degli ultimi anni – dice Gleb – Alitalia gode di riconosciuto prestigio nel mondo del trasporto aereo. Ha un’enorme potenzialità e la sua attività sul mercato del trasporto aereo ne è la conferma. Nelle condizioni attuali, in un momento in cui la cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra Italia e Russia si rafforza ogni anno di più, non si può perdere l’occasione di dare uno nuovo sviluppo alle compagnie aeree principali dei nostri Paesi, con sforzi congiunti. Noi crediamo, senza alcun dubbio, che Alitalia sia in grado di superare le difficoltà attualmente esistenti”.