Cina, operai si ribellano contro Apple e IBM: lavoro duro e mal pagato

24 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Pechino – Un migliaio di operai di un’azienda in subappalto per Apple e Ibm, nel sud della Cina, hanno scioperato questa settimana per protestare contro le sfavorevoli condizioni di lavoro a cui sono sottoposti. Lo ha riferito China Labour Watch, una Ong con sede all’estero.

In particolare gli operai manifestano per le ore di straordinario che sono costretti a fare, per incidenti sul lavoro avvenuti nella loro azienda e per licenziamenti di massa dei più anziani.

Questo nuovo sciopero fa seguito ad altre iniziative di protesta registrate nelle ultime settimane nella provincia meridionale di Guangdong, un’area che gioca un ruolo centrale nelle esportazioni cinesi. Centinaia di poliziotti, di cui alcuni in tenuta antisommossa, sono stati dispiegati lo scorso martedì a Shenzhen (sud), mentre gli operai erano usciti a manifestare in strada bloccando una strada nazionale, ha riferito China Labour Watch.

L’azienda, della società Jingmo Electronics, impiega 3.000 persone e appartiene a un gruppo taiwanese, Jingyuan computer. Secondo l’Ong, che ha sede a New York, la proprietà voleva imporre agli operai dalle 100 alle 120 ore di straordinari ciascuno al mese.