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Cina, le nostre Pmi aumentano ma perdono quote

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Per la maggior parte dei soggetti è stata una scelta fatta per migliore le proprie performance. Ma la nostra quota di mercato nel Paese è in calo dal ‘98. Sono 1.428 le imprese italiane in Cina, principalmente di grandi dimensioni, in forte espansione commerciale, ma ciononostante l’Italia sta perdendo quote di mercato nel Paese: dall’1,6 per cento del 1998 all’1,1 per cento del 2005. Attualmente nella classifica degli investitori siamo al diciannovesimo posto, dietro gli altri membri del G8.
Emerge dai primi dati di una ricerca sulla presenza delle nostre aziende in Cina realizzata da Osservatorio Asia in collaborazione con la Camera di commercio italiana a Pechino. Alle 1428 aziende italiane presenti vanno aggiunte 300 società operanti ad Hong Kong. L’Associazione delle Camere di commercio italiane all’Estero, Assocamerestero, si augura che la missione del governo Prodi favorisca gli scambi commerciali tra i due Paesi. Si tratta per l’83 per cento di imprese di grosse dimensioni, mentre solo il 4 per cento ha meno di 50 dipendenti, segno che la robustezza aziendale è un fattore determinante per l’afflusso di capitali dall’Italia alla Cina. Molti gli uffici di rappresentanza, che sopperiscono alle mancanze della rete di vendita locale. La destinazione degli investimenti industriali è verso le aree più attrezzate, ma anche più costose e competitive come Shanghai, Jiangsu e Guangdong.
E’ invece poco presente Pechino dove si concentrano gli ufficio di rappresentanza e le sedi istituzionali. Fattore sorprendente è che la decisione di investire in Cina è stata presa, nel 33 per cento dei casi, quando le performance dell’impresa erano in crescita, mentre solo per il 10 per cento erano in calo. L’impressione è che gli investimenti siano stati motivati da scelte economiche lungimiranti, assunte senza necessità impellenti. La delocalizzazione inoltre non ha influito sull’occupazione in Italia, anzi gli investimenti in Cina spesso ha aiuto la sopravvivenza dell’azienda in Italia.