Cina: inflazione, crescita salari +8.4% nel 2011

17 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il salario medio nei maggiori settori in Cina continuerà a salire nel 2011, ma il potere d’acquisto sarà colpito da un’inflazione sempre più alta. Sono questi i risultati dell’ultima ricerca di 51job, una società di recruitment online quotata sul Nasdaq.

La crescita del salario medio nel 2011 è stimata attorno all’8,4%, in aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Nel 2010 i tassi di crescita più alti si sono verificati nel settore dell’energia (8,9%), in quello della chimica (8,7%) e della finanza (8,4%).

La ricerca è stata condotta tra Ottobre e Dicembre, e si basa su un campione di 7372 aziende in Cina. Circa l’89% delle aziende ha rivelato che concederà un aumento ai propri dipendenti nel 2011.

“Anche se i salari aumenteranno, la crescente inflazione diminuirà significativamente i benefici per i lavoratori” secondo Jennifer Feng, direttore pubbliche relazioni ed esperto di risorse umane per 51job. “L’aumento netto del salario non sarà infatti dell’8,4%, ma attorno al 2%-3% a causa di una crescente inflazione” continua Feng.

L’indice dei prezzi al consumo, maggiore indicatore per l’inflazione, è cresciuto del 5,1% a Novembre, ai massimi degli ultimi 28 mesi, secondo il centro nazionale di statistica Cinese. Goldman Sachs stima che il tasso di inflazione in Cina nel 2011 si attesterà intorno al 4,3%.

Dalla ricerca è inoltre emerso che nel 2010 più del 24% dei lavoratori ha lasciato il proprio posto di lavoro per il settore dei servizi. Il 93,2% di quelli che hanno lasciato il lavoro lo hanno fatto di spontanea volontà, e tra le maggiori cause vi è la mancanza di sicurezza.