Cina, primo socio di Deutsche Bank sull’orlo della bancarotta

31 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Il maggiore conglomerato della Cina, HNA Group, sarebbe sul punto di fallire. A preoccupare è soprattutto il suo debito di 28 miliardi di dollari che scade prima della fine di giugno 2018, un passivo in gran parte accumulato durante un’espansione costata 40 miliardi. Tutta una serie di acquisizioni verticali hanno visto HNA diventare un importante azionista in diverse realtà societari importanti, come Deutsche Bank – di cui è il primo socio con quasi il 10% del capitale – e Hilton Worldwide.

Standard & Poor’s aveva in precedenza declassato il rating sulla qualità creditizia di HNA da B+ a B. HNA è rimasta esclusa sui mercati finanziari perché gli eventuali acquirenti e investitori sono spaventati dal suo gigantesco debito in scadenza. La società è stata costretta a impegnare alcune delle sue partecipazioni chiave come garanzia per i prestiti a breve termine, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il mese scorso.

Bloomberg ha definito HNA “la misteriosa azienda cinese che preoccupa il mondo” e alcune istituzioni fra cui la cinese Citic Bank hanno confermato i timori: HNA sta incontrando difficoltà nel rimborsare alcuni debiti a breve termine. Tutto questo ha fatto seguito ai precedenti rapporti con cui Bank of America e poi HSBC avevano consigliato alle loro banche di interrompere le transazioni con HNA.

Sono diverse le divisioni di business di HNA ad avere subito ulteriori downgrade del credito ed essersi viste costrette ad annullare emissioni obbligazionarie in calendario. Ad esempio, Hainan Airlines ha cancellato un miliardo di yuan (151,2 miliardi in dollari) di obbligazioni perpetue che avevano come obiettivo primario quello di rimborsare il debito in scadenza.

Intanto dall’agenzia di rating S&P arriva un altro alert sulla Cina questa volta relativo all’amministrazione locale. Il Paese potrebbe vedere il primo default su un bond emesso da un veicolo di finanziamento del governo locale (LGFV). S&P ha detto che la sua previsione generale sugli emittenti cinesi è più neutrale quest’anno dopo un forte giudizio negativo lo scorso anno, ma le finanze del governo locale e il livello del debito in Cina sono ancora motivo di preoccupazione.