Cina: crescita economica resterà forte. Ma ha due grandi debolezze

24 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Per mesi e mesi si è parlato della possibilità che la Cina soffrisse di un brusco rallentamento della crescita economica, a seguito del lungo processo di stretta monetaria per contrastare l’aumento dell’inflazione e il possibile formarsi di una bolla immobiliare. Non ci sarà nessun “hard landing”. Crescita del Pil e attività manifatturiera riprenderanno il solito ritmo da grande economia emergente nei prossimi anni.

Nel 2012 e nel 2013 crescita reale del Pil rispettivamente +8,4% e +8,6%. La corsa dei prezzi al consumo dovrebbe passare dal 5,4% nel 2011, a 3,5% nel 2012 e 3,9% nell’anno successivo. Ne sono convinti gli analisti di Citi Minggao Shen, Shuang Ding, e Daxue Wang, stando a quanto si legge nel loro ultimo report.

Le esportazioni continueranno ad aumentare (5,7% e 13%), ma la variazione delle importazioni sarà superiore (8,9% e 16%). La bilancia commerciale continuerà a rimanere in attivo e così le riserve in valuta estera del paese dovrebbero arrivare intorno a $3.508 miliardi nel 2013.

I problemi più seri e rischi per la stabilità economica saranno il settore immobiliare e bancario, quest’ultimo anche a causa dei vari prestiti alle autorità locali per finanziare investimenti; prestiti che corrono il rischio di diventare insolventi con il rallentamento della crescita.

La Banca centrale cinese (PBOC) dovrebbe ridurre i requisiti di riserva ancora tre volte per contribuire all’attività economica. Dovrebbe invece rallentare il processo di apprezzamento dello yuan contro il dollaro.