Cina: Confindustria, asse con i giovani di Pechino

19 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Una piattaforma elettronica che consenta ai giovani imprenditori italiani e ai giovani imprenditori cinesi di fare conoscere le proprie aziende e di entrare direttamente in contatto con le controparti.
È soltanto il primo risultato dell’accordo firmato ieri a Pechino dai Giovani di Confindustria, rappresentati dal loro presidente, Matteo Colaninno, con la All China-Youth Federation nel corso di una cerimonia che ha luogo nella sede del Palazzo dell’Assemblea del popolo della capitale alla presenza del premier italiano, Romano Prodi, e del primo ministro cinese, Wen Jiabao.
“La firma di questo accordo di collaborazione – spiega Colaninno – rende i Giovani imprenditori di Confindustria protagonisti di una nuova stagione nei rapporti con la Cina. Vogliamo stabilire – prosegue – una relazione proiettata nel futuro con i giovani imprenditori cinesi per offrire nuove opportunità di business alle nostre imprese”.
Gli juniores di Confindustria sono la prima organizzazione europea a siglare un accordo di collaborazione con i giovani imprenditori cinesi, oggi rappresentati dal loro presidente, Yang Yue.
L’intesa prevede scambio di informazioni, di delegazioni di giovani imprenditori fra i due Paesi e il sostegno ai programmi di scambio tra studenti italiani e cinesi. La piattaforma elettronica che permetterà ai giovani imprenditori dei due Paesi di conoscersi meglio sarà operativa nelle prossime settimane e si andrà a inserire nel portale di comunicazione tra giovani italiani, europei e cinesi lanciato nel maggio scorso dalla società italiana Walueurope e dalla cinese Cycnet.
Per potenziare i rapporti tra l’Italia e la Cina il ministro del Commercio internazionale, Emma Bonino, spiega che “uno strumento importante è il gruppo di lavoro bilaterale che presiederò per ampliare ancora di più questa collaborazione”. Lasciando Pechino al termine della visita di Stato, il ministro ricorda poi il successo della Fiera di Canton, sottolineando che “ci sono stati oltre cinquemila incontri e contatti concreti, per i quali voglio in particolare ringraziare l’Ice. I dati stessi dimostrano un aumento del volume di interscambio tra i due Paesi”.
Intanto sul fronte degli interporti l’Italia sbarca in Cina. Inlog Spa, costituita tra gli interporti di Bologna, Iesi, Padova, Parma, Rivalta Scrivia (in provincia di Alessandria) e Verona, guiderà lo sviluppo logistico-interportuale dell’imprenditoria italiana in Cina nell’area di Tianjin. E’ infatti siglato due giorni fa, alla presenza di Prodi e del sindaco di Tianjin, Dai Xianlong, un accordo tra Inlog e la cinese Taip. L’intesa, spiega uno degli interporti interessati, il Cepim Spa di Fontevivo di Parma, prevede la costruzione di un distretto industriale logistico destinato alle imprese italiane nell’area di Tianjin, su una superficie complessiva di 500mila metri quadrati.