CINA, BALZO PIL AUMENTA RISCHIO RIALZO TASSI

21 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) -Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercati sono scesi su tutta la curva, lasciando lo spread 2-10 anni pressoché invariato a 208 pb. Si allarga invece il differenziale sul decennale Grecia-Germania salito a 293 pb da 264. La Grecia, secondo il ministro delle finanze, sta valutando la possibilità di emettere bond popolari, destinati direttamente alla popolazione. La Francia invece ha annunciato che quest’anno emetterà titoli governativi a breve per 1,4 Mld€ rispetto ai 29,6 Mld€ previsti in precedenza e dai 75,8 Mld€ dello scorso anno. Le emissioni a medio e lungo termine sono state confermate a 188 Mld€ al netto delle operazioni di riacquisto. Il Fmi, nell’ultima bozza del World Economic Outlook, ha alzato le stime di crescita dell’Italia all’1% dallo 0,2% precedente, e all’1,3% dallo 0,7% nel 2011. Le stime risulterebbero in linea con quelle rilasciate dal governo italiano.

Giornata densa di aste quella di oggi. In Francia avremo emissioni di titoli a 2,3 e 5 anni per 7,5-9 Mld€ e Oat indicizzati all’inflazione a 10 anni per 2-3 Mld€, mentre in Spagna obbligazioni con scadenza 2019. Sul fronte macro oggi sono attesi i dati preliminari dei Pmi manifatturiero e servizi di gennaio, anche se gli operatori resteranno soprattutto in attesa delle trimestrali provenienti dagli Usa. Negli Usa ieri i tassi di mercato sono calati sulla scia del ribasso delle borse. I motivi del calo dei listini azionari sono da ricercare da una parte nelle deludenti trimestrali (Ibm e Morgan Stanley hanno annunciato risultati inferiori alle attese), dall’altra nel tentativo in atto in Cina di frenare l’eccessiva crescita dei prestiti bancari. Inoltre dal punto di vista macro sono risultate sotto le attese le aperture di nuovi cantieri a dicembre. L’indice S&P500 ha perso poco più dell’1%, guidato al ribasso da risorse base, industriali ed energetici. Secondo i principali organi di stampa, un esponente anonimo dell’amministrazione Obama, ieri avrebbe dichiarato che il presidente avrebbe l’intenzione di proporre nuove regole per limitare la dimensione e l’attività di trading proprietario delle istituzioni finanziarie, in modo da ridurre i rischi. L’annuncio dovrebbe arrivare in giornata. Joseph Stiglitz, vincitore del premio nobel, ha dichiarato che gli Usa dovrebbero iniettare un secondo round di stimoli tramite spesa pubblica per evitare una seconda recessione. Secondo il professore, la situazione tornerà alla normalità non prima del 2012-2013.

La Banca Mondiale ieri ha aumentato le stime di crescita globale per il 2010 al 2,7% dal 2% avvertendo però che, sebbene i rischi di un ritorno in recessione siano in calo, gli effetti della crisi peseranno ancora per molti anni. Sul decennale governativo il supporto si colloca a 3,60%. Nel corso della notte ha sorpreso il Pil cinese del quarto trimestre (+10,7% a/a), uscito oltre le attese. Il dato aumenta la possibilità che le autorità cinesi possano a breve effettuare un’altra manovra restrittiva agendo sul tasso di riserva obbligatoria o sui tassi di riferimento.

Valute: prosegue l’apprezzamento del dollaro vs euro con la valuta unica che continua ad essere penalizzata dalla vicenda greca. Il cross sembra indirizzato a testare l’area di supporto 1,40. La resistenza odierna si colloca in area 1,42. Dal punto di vista tecnico, la rottura di 1,42, qualora fosse confermata dalla chiusura settimanale sotto tale livello, segnala l’inversione del trend di medio periodo e potrebbe aprire la strada nei prossimi mesi per una discesa fino area 1,38-1,35. Dopo l’apprezzamento di ieri durante i forti ribassi delle borse, lo yen si è leggermente deprezzato durante la notte in seguito al Pil cinese migliore delle attese. Verso euro il cross si colloca in prossimità del supporto 128,80 con il livello successivo posto a 127,40.

Materie Prime: in calo le principali materie prime sulla scia dell’apprezzamento del dollaro. All’interno del GSCI solo lo zucchero (+0,5%) ha chiuso positivo. Tra gli energetici il greggio Wti ha perso l’1,8%. I cali più marcati sono stati quelli dei metalli industriali guidati da piombo (-5,4%), zinco (-2,4%) e rame (-2,2%). Tra i preziosi in forte calo l’argento (-4,9%). Male gli agricoli guidati da soia (-1,4%) e caffè (-1,2%).

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