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Cina: Asse con Italia sulla proprietà industriale

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Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni, guida nei giorni scorsi una missione in Cina dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, nel corso della quale sono approfonditi molti aspetti della cooperazione bilaterale Italia-Cina in materia di proprietà industriale. “Si è trattata di una missione densa di incontri con i vertici politici di tutte le amministrazioni coinvolte nella gestione della proprietà industriale in Cina dal Sipo per i brevetti, al Saic per i marchi, alla Corte Suprema, al ministero per il Commercio, alla municipalità di Pechino”, si legge in una nota diffusa ieri dal ministero dello Sviluppo economico.
“La visita è stata anche l’occasione di colloqui con l’ambasciatore Ue Abou, con il quale si è parlato dell’accordo di cooperazione Ue-Cina e il contributo che l’Italia potrà dare alla gestione dell’accordo per la parte relativa alla proprietà industriale”, si legge ancora nella nota, che sottolinea come “tra gli esiti di maggior rilievo, vi è la firma del secondo programma di iniziative congiunte Action Plan 2007 con il ministro Tian Lipu, presidente del Sipo (State Intellectual Property Office). L’Action Plan 2007 comprende da un lato l’elaborazione di un opuscolo (Ip Handbook) per le Pmi sul sistema di proprietà industriale cinese, al fine di portare un numero sempre più elevato di aziende a conoscere e usare i diritti di proprietà industriale nel creare e per creare valore economico soprattutto quando si opera in contesti molto complessi come quello della Cina. Il piano per il 2007 – prosegue il comunicato – prevede anche il coinvolgimento dei giudici cinesi nel processo di cooperazione ai fini della tutela effettiva dei diritti di proprietà industriale (enforcement)”.
Per quanto riguarda la cooperazione sui marchi, la nota spiega che “l’incontro avuto con il vice ministro del Saic (State Administration for Industry and Commerce), Wang Dongfeng ha permesso di avviare un’importante iniziativa che riporterà la delegazione italiana in tempi brevi a Pechino (marzo 2007) per partecipare al processo di revisione della normativa sui marchi, essendo emerso nel confronto tra le due delegazioni un giudizio positivo dell’esperienza italiana che può contribuire all’evoluzione del sistema cinese di protezione dei marchi in relazione ai cambiamenti che si sono determinati negli ultimi anni nel sistema economico e sociale”.
Il lavoro svolto con le autorità cinesi competenti per i brevetti e i marchi, continua la nota ministeriale, “ha favorito la creazione di un linguaggio comune nell’affrontare la politica di proprietà industriale che ha reso più semplice la comprensione reciproca e l’effettiva collaborazione. A questa comprensione si deve infatti un altro risultato concreto della missione: la positiva accoglienza e il pieno appoggio accordato da tutte le strutture competenti ai quattro desk per la proprietà industriale che a partire da aprile saranno operativi in Cina e localizzati nelle principali municipalità: Pechino, Canton, Shanghai, Hong Kong”. Il compito di queste istituzioni consiste nell’orientare le imprese nella strategia di protezione e di tutela della proprietà industriale, allo scopo di incoraggiare i nostri imprenditori ad avere una visione di medio lungo periodo nello stabilire rapporti economico-commerciali con controparti cinesi.