CINA: ARRIVANO I FONDI COMUNI D’INVESTIMENTO

22 Agosto 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Cina sta per introdurre sul mercato i primi fondi comuni d’investimento.
Le varie societa’ mobiliari straniere sono cosi’ in allerta, pronte a formare joint venture che permettano loro la gestione di una parte dei $400 miliardi investiti nella borsa cinese, il terzo piu’ ampio mercato in Asia.

Come nel caso di altre riforme, pero’, il governo di Pechino sara’ molto cauto a rilasciare licenze sia per per evitare il predominio dei fondi comuni gestiti da stranieri sull’ industria nascente, sia perche’ il mercato cinese e’ alle stelle, con prezzi pari a 70 volte gli utili. In questa situazione i fondi ‘aperti’ potrebbero scatenare una correzione del mercato forzando i gestori a vendere titoli per ripagare gli investitori che vogliono uscire dal fondo. Rischio che invece non si corre con i fondi ‘chiusi’, in cui e’ coinvolto un numero limitato di azioni che vengono scambiate come titoli.

I fondi comuni, pero’, potrebbero anche aiutare il mercato cinese a raggiungere nel lungo termine la stabilita’. Nei suoi dieci anni di vita, infatti, la borsa di Pechino ha operato in modo simile a un casino’, spinta dal flusso di denaro che viene ogni giorno investito e disinvestito nei titoli. Con un numero maggiore di societa’ collocate e gli investimenti nei fondi il mercato avrebbe la possibilita’ di maturare.

I nuovi fondi sono destinati, almeno all’inizio, agli investitori istituzionali e il loro capitale e’ incanalato in azioni privilegiate, non accessibili agli investitori stranieri e in obbligazioni governative.

La Cina, pero’ non ha molta scelta quando si tratta della gestione, ma di chiedere aiuto all’esterno, sia per la complessita’ e la novita’ di questi strumenti finanziari, che in previsione dell’entrata del Paese nella World Trade Organization.

Quando la Cina entrera’ a fine anno nel libero scambio, i gestori stranieri potranno acquistare partecipazioni di minoranza in aziende locali, pertanto il governo di Pechino sta incoraggiando le nuove societa’ di fondi a unirsi a quelle straniere per imparare l’arte della gestione. La prima emissione e’ ad esempio sotto la consulenza di societa’ straniere quali State Street Global Advisors, Schroder Investment Management e Fleming Investment Management.