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Cina: al Beijing Book Fair 16 editori italiani

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Inaugurata ieri la tredicesima edizione della “Beijing Book Fair” , il maggior appuntamento per l’editoria in Cina, riconosciuta oggi come un mercato interessante a livello internazionale. All’ evento, in programma a Pechino fino al 2 settembre, l’Italia partecipa per la prima volta con un “Punto Italia” con 16 case editrici. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice), in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori. La presenza nello stand Ice di sedici editori italiani testimonia un primo segnale d’interesse verso questo mercato, difficile ma con grandi opportunità anche per l’editoria italiana: un miliardo e trecentomila abitanti, una spesa per istruzione e cultura che si colloca al secondo posto dopo quelle per il soddisfacimento dei bisogni primari (alimentari) e una crescita del mercato dei libri a un tasso medio annuo del 7 per cento (in Italia siamo all’1-2 per cento). Un forte interesse per l’editoria straniera dimostrato dall’interscambio di copyright. Attualmente in Cina l’import-export del copyright presenta un forte scompenso a favore dell’import. Nel 2004 la Cina ha importato 11.746 titoli e ne ha esportati 1.362. Un rapporto tra import ed export di 9 a 1 (nel 2003 il rapporto era di 15 a 1). Ai primi posti tra i paesi esportatori di copyright Stati Uniti e Regno Unito, che hanno esportato in Cina rispettivamente 4.068 e 2.030 titoli e rappresentano più della metà delle importazioni totali cinesi. Al terzo posto Taiwan (1.173 copyright), seguono Giappone (694) e Germania (504). Tra gli altri paesi esportatori figurano Francia, Russia, Canada, Singapore, Corea del Sud. Quanto all’Italia, anche se non compare tra i principali fornitori, da una recente ricerca sul mercato dei libri in Cina commissionata dall’Ice risulta che quasi tutte le case editrici cinesi intervistate si sono dimostrate interessate sia all’acquisto di titoli italiani, sia a stabilire rapporti con le case editrici italiane. Tra i filoni di successo in cui si presentano opportunità anche per l’editoria italiana: editoria per ragazzi, biografie e autobiografie di persone celebri, libri di management e di orientamento professionale, libri per l’insegnamento delle lingue, romanzi rosa, lifestyle, libri di svago, turismo, arte ed architettura.
Molti di questi generi sono ben rappresentati dalle sedici case editrici italiane presenti alla Beijing Bookfair. Obiettivo principale della partecipazione italiana alla fiera di Pechino è proprio quella di far conoscere l’editoria italiana, ma soprattutto di favorire gli incontri tra case editrici italiane e cinesi finalizzati alla vendita dei diritti d’autore o alle co-edizioni. Ed è proprio il commercio dei diritti la prima e vera via di accesso degli editori stranieri al mercato cinese, in quanto consente di raggiungere un numero più elevato di lettori, superando le difficoltà di prezzo e le barriere linguistiche.