Cielo cupo a Piazza Affari gravata dalle banche

6 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Nessun accenno di ripresa per il listino milanese che gira la boa con gli indici in netto calo facendo peggio delle altre principali piazze del Vecchio Continente. Il sentiment odierno è piuttosto cupo sia in virtù del deludente report sul mercato del lavoro statunitense, che conferma l’attuale debolezza della locomotiva USA, che per il riacutizzarsi dei timori sul debito periferico dell’Unione Europea. A riaccendere la miccia una serie di fattori, primo fra tutti la riunione odierna dell’Eurogruppo, cui seguirà quella dell’Ecofin di domani, per formalizzare il piano di aiuti all’Irlanda e discutere delle possibili mosse per contenere la crisi del debito ed evitare un effetto domino che sarebbe fatale per la sopravvivenza dell’euro. Il panico generale, che tra alti e bassi va avanti ormai da molto tempo, è stato confermato dal crollo del Sentix della Zona Euro. L’indice, che misura la fiducia degli investitori e degli analisti, ha abbandonato a dicembre i massimi triennali proprio a causa della crisi debitoria europea e dei timori di un effetto domino. Tra l’altro stanno cominciando a diffondersi rumors di stampa secondo cui il Fondo Monetario Internazionale avrebbe intenzione di chiedere all’Unione di ampliare il fondo permanente di salvataggio da 750 mld di euro. Una notizia che non suona come una dichiarazione di ottimismo. Il colpo di grazia è giunto poi stamane da Moody’s, che ha scudisciato i bond governativi dell’Ungheria con outlook negativo, non esludendo ulteriori tagli. Sul valutario l’euro continua la fase di riassestamento al ribasso nei confronti del dollaro dopo la fiammata di venerdì seguita alla delusione per il job report. Il cross viaggia ora a 1,3267 euro. Tra le commodities anche il petrolio sembra subire l’attuale clima pereendo un po’ di terreno rispetto alle prime ore della mattinata. Il barile sul Light vale ora 88,78 dollari. In attesa dell’avvio di Wall Streetr, che l’andamento in rosso dei futures preannuncia in lieve calo, il Ftse All Share cede lo 0,87%, il Ftse Mib dello 0,95%. Tra l’altro oltreoceano non sono previsti dati macro. Sul paniere principale STMicroelectronics, che oggi estende il rally di venerdì sempre grazie ad un upgrade, lascia la pole ad un’ Ansaldo STS partita inzialmente in sordina. Tra i pochi segni più anche Pirelli e Tenaris, quest’ultima in un comparto bene impostato anche in Europa. In luce Eni che ieri ha comunicato alcune novità sul giacimento di Zubair, mentre Saipem viaggia nel segno meno. Ad appesantire il listino sono oggi le ingenti vendite sulle banche, con gli investitori che tornano a preoccuparsi sullo stato di salute del credito om Europa e sui pericoli derivanti da una esposizine verso i Paesi più a rischio. Tra le più colpite Unicredit, che attende ancora il successore di Ermotti, Intesa Sanpaolo e il Banco Popolare. Alla fine capitola anche Ubi, inzialmente sostenuta da un buon giudizio degli analisti. Tra le peggiori si colloca Lottomatica, che secondo El Mundo potrebbbe concorrere all’acquisto del 30% della lotteria nazionale spagnola. Secondo Il Corriere della Sera di sabato, inoltre, il bond da 300 mln di euro potrebbe slittare al prossimo anno, mengtre sarebbe in corso di finalizzazione un finanziamento con le banche fda 1,4 mld. L’affaire Draka continua a mettere sotto pressione Prysmian. Secondo un quotidiano olandese la società starebbe considerando l’eventualità di aumentare l’offerta sulla rivale, anche se non ai livelli di quella della Xianmao. Resiste invece Fiat, sempre alle prese con la questione dello stabilimento di Mirafiori e nonostante i disastrsosi risultati delle immatricolazioni in Gran Bretagna. I dettagli della greenshoe, che non ha registrato il “tutto esaurito”, non giovano a Enel e alla controllata Enel Green Power. Sull’ampio la S.S. Lazio vola grazie all’ottima prestazione in Campionato, mentre Zucchi resta ancorata alla parità. Oggi la compagnia ha reso noto che alcuni soci non sottoscriveranno l’aumento doi capitale.