Cibo e bevande: come prezzi aumentano all’oscuro dei consumatori

25 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Si chiama shrinkflation il fenomeno per cui si riducono le dimensioni di prodotti di largo consumo ma mantenendo lo stesso prezzo. Un fenomeno che colpisce inevitabilmente e ancora una volta gli ignari consumatori.

Sono oltre 2500 i prodotti che negli ultimi cinque anni sono stati ridotti per dimensione o peso  ma venduti allo stesso prezzo. Il fenomeno è stato molto accentuato nel Regno Unito dove ad essere colpiti sono per lo più prodotti alimentari, dalle barrette di cioccolato  al caffè ai succhi di frutta.

In sostanza si riduce il peso o la dimensione di un prodotto ma il prezzi o rimane lo stesso o addirittura aumenta. Gli esempi sono tantissimi. Dai sacchetti di tè alle barrette di cioccolato fino ai cereali o alla carta igienica che vengono venduti con peso o dimensioni ridotte ma il prezzo è rimasto lo stesso. Un modo per ingannare i consumatori.

Secondo l’Ufficio statistico nazionale inglese il fenomeno non è da imputare alla Brexit – c’è chi afferma che con l’uscita del Regno Unito dall’Unione si è assistito ad un boom del fenomeno e questo per effetto delle importazioni che hanno reso tutto più costoso.

“La nostra analisi non mostra una modifica rivelante dopo il referendum sulla Brexit”.

Il boom del fenomeno non è nemmeno da attribuirsi al costo delle materie prime visto che a ben vedere, facendo sempre l’esempio dei prodotti alimentari sotto accusa, il prezzo europeo d’importazione dello zucchero è addirittura calato dalla metà del 2014 raggiungendo un record a marzo 2017. A ciò si aggiunge anche il prezzo del cacao che è sceso notevolmente nell’ultimo anno.

La riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo per nascondere in verità un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che nessuno potrà mai notare che ad esempio il numero di fogli di carta igienica ad esempio è diminuito.