Cia, “Profondo rosso” per l’agricoltura

24 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Per l’agricoltura italiana è “allarme rosso”. A segnalarlo è la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, asserendo che il 2009 si è chiuso con il segno fortemente negativo. Trentamila imprese sono state costrette a cessare l’attività. In calo produzione (meno 3,8 per cento rispetto al 2008) e investimenti (meno 3,8 per cento). Crolla il valore aggiunto che subisce un taglio del 5,2 per cento. A picco i prezzi (meno 13,5 per cento). I redditi degli agricoltori, che lo scorso anno avevano bloccato il trend al ribasso, tornano a scendere in maniera drammatica (meno 25,3 per cento), mentre i costi (produzione, oneri sociali e burocrazia) s’impennano ancora una volta (più 8,5 per cento). I consumi agroalimentari, dal canto loro, segnano una lievissima ripresa (più 0,6 per cento). Questi i dati dell’annata agraria appena conclusa elaborati dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, anche sulla base delle rilevazioni Ismea, e presentati oggi nel corso della V Assemblea nazionale elettiva in corso di svolgimento a Roma. Sono dati che confermano pienamente il momento grave che sta vivendo l’agricoltura italiana. Uno dei più difficili momenti degli ultimi trent’anni. Le imprese agricole -sottolinea la Cia- sono bloccate da oneri insostenibili, da un’asfissiante rapporto con l’Amministrazione pubblica, nazionale e locale, da un accesso al credito praticamente nullo e da prezzi che in molti settori sono ormai sottocosto. In questo modo appare sempre più difficile recuperare margini di efficienza e produrre reddito da destinare ai consumi, all’innovazione e agli investimenti. Tutti problemi che hanno fatto sentire il loro peso nel corso dell’annata agraria appena conclusasi. E così -evidenzia la Cia- le conseguenze si sono avute sotto il profilo produttivo: le coltivazioni agricole segnano, infatti, un calo del 5,5 per cento, mentre la zootecnia diminuisce dell’1,1 per cento. (segue)