CHRYSLER, THE ITALIAN JOB

4 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Mi sento come il quinto marito di Zsa Zsa Gabor. So cosa devo fare, ma non so se riuscirò a renderlo interessante”. Con questa battuta Sergio Marchionne, Ad Fiat e Chrysler, ha iniziato la presentazione del piano di ristrutturazione del colosso Usa. Chissà se Marchionne conosce però una delle frasi più celebri di Zsa Zsa Gabor (Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi) perché alla fine, si sa, è sempre una questione di soldi e di chi li deve tirare fuori.

La presentazione del piano di rilancio ad Ad Auburn Hill però parte subito sull’onda degli annunci trionfalistici e come prima cosa è stato subito ufficialmente dichiarato che Chrysler avrà 21 modelli tutti nuovi entro il 2014. Modelli che nasceranno da pianali comuni con quelli del gruppo Fiat e che porteranno la produzione a 2,8 milioni di vetture l’anno. Un record pazzesco considerano che oggi la Chrysler con mille fatiche supera a stento gli 1,3 milioni di vetture prodotte l’anno. Non solo: sempre secondo le previsioni le quote di vendite fuori dal Nord-America e dal Messico dovranno salire al 18% rispetto all’attuale 11%. Come? “Grazie all’espasione del newtork commerciale” spiegano chiaramente le diapositive della presentazione del piano industriale 2010-14.

Inizia insomma nel migliore dei modi il famoso “Chrysler Day”, il mega evento voluto da Sergio Marchionne, la gigantesca maratona che durerà otto ore nella sede della Chrysler Group a Auburn Hills, una quarantina di chilometri a nord di Detroit, per spiegare al mondo intero che ne sarà della Chrysler sotto il controllo Fiat.

E’ stato anche presentato il nuovo logo Chrysler (no, non contiene la parola Fiat…) che si rifà allo stemma più antico del marchio Usa e propone una doppia ala cromata molto stilizzata. Ma, soprattutto, è stato annunciato che il colosso Usa dovrebbe tornare in pareggio nel 2010 e in utile già nel 2011. Non solo: Chrysler disporrebbe già di 5,7 miliardi di liquidità a fine settembre visto che da giugno a settembre la società ha aumentato la liquidità di 1,7 miliardi.

Notizie incredibili fino a poche ore fa, commentate da Marchionne in perfetto stile yankee: “E’ una grandissima giornata per Chrysler – ha spiegato – e andrà bene. Oggi è la giornata della squadra alla guida di Chrysler e spero che lo spirito e la passione con cui il management sta lavorando venga colto e che darà vita a un’azienda dinamica e competitiva”.

Non sono mancati però momenti di tensione come quando due piccoli velivoli hanno volato sopra Auburn Hills per protestare contro il salvataggio Chrysler. Su uno degli striscioni trasportati si leggeva: “Fiat/Chrysler bailout bandit’, cioè “Fiat/Chrylser salvataggio pirata”. L’altro invece conteneva un invito a non acquistare auto Chrysler. Agli americani in ogni caso non è sfuggita la coincidenza del 4 novembre, giorno dell’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti. “Una casualità”, ha tagliato corto Marchionne con l’ormai mitico maglioncini blu ma il nuovo presidente Chrysler, Robert Kidder, ha subito spiegato che “Oggi è il 4 novembre ed è tempo di presentare la nuova Chrysler targata Fiat”. Una cosa è certa: la data rimarrà nella storia dell’economia mondiale.

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