Società

CHI VINCE
E CHI PERDE
CON LA SVOLTA

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(WSI) –
Non sarà un gioco a somma zero. Il riequilibrio della tassazione delle rendite finanziarie è giustificato. Troppo ampia la distanza tra il 12,5% di oggi e le aliquote Irpef (dal 23 al 43%). Se il governo interviene, però, non lo fa solo per giustizia, ma per raggranellare fondi. Con un’aliquota unica del 20% l’Erario potrebbe incassare 4,5 miliardi di euro in più, cifra destinata a ridursi se saranno esentati i vecchi titoli di Stato e introdotte norme di favore per i piccoli risparmi.

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A trarre maggiore beneficio dalla riforma saranno i conti correnti. La riduzione dal 27% al 20% vale 600 milioni. In molti casi i vantaggi saranno, però, davvero minimi. Se la banca dà un interesse dello 0,50%, con l’aliquota del 27% il rendimento netto è dello 0,365%, con il 20% sale allo 0,4%. Su 10.000 euro la differenza in un anno è di meno di 4 euro. Favoriti i titolari di depositi online. A parità di tassi il famoso Conto Arancio vede salire la remunerazione dal 2,04% al 2,24%.

Discorso più complicato per i titoli di Stato. Davvero saranno esentati quelli già in circolazione? Ci sarà una soglia d’esenzione, complicata peraltro da applicare? Per ora si sa poco. Difficile sperare in una salita dei tassi per compensare l’aumento della ritenuta. Solo il 16% dei titoli di Stato è in mano ai privati, sugli investitori istituzionali la nuova aliquota non ha alcun effetto. E, se lo Stato volesse mantenere inalterati i rendimenti per neutralizzare l’effetto ritenuta, il tutto rischia di tradursi in una semplice partita di giro. Il rendimento sembra, quindi, destinato a ridursi. Prendiamo un Btp decennale. Oggi frutta il 3,59% netto, domani, a parità di tassi, il 3,28%.

Fisco più pesante per chi investe in Borsa. Per ogni 100 euro di dividendi incassati oggi ne restano in tasca 87,5, domani solo 80. Stessa sorte per i capital gain. L’aumento non sarà percepito subito dai normali investitori, che tengono i titoli per un lungo periodo. Tutt’altra musica per chi opera online sfruttando variazioni giornaliere anche minime. L’aliquota del 20% sarà una presenza decisamente più ingombrante.

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